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Cessate il fuoco in Palestina e Ucraina, sabato a Bergamo un presidio

A due anni esatti dall’invasione russa dell’Ucraina e dall’avvio di un conflitto terribile in quel Paese, e a quasi cinque mesi dal riaccendersi violentissimo della guerra nella Striscia di Gaza, la diplomazia e la politica, l’applicazione e il rispetto delle convenzioni e del diritto internazionale sembrano essere strumenti dimenticati. Violenza e barbarie appaiono essere le uniche opzioni in campo.

Per sabato 24 febbraio le coalizioni di associazioni pacifiste Europe for Peace, Assisi Pace Giusta e Rete Pace e Disarmo hanno promosso una Giornata nazionale di mobilitazione nelle città italiane per il cessate il fuoco in Palestina e Ucraina, per “fermare la criminale follia di tutte le guerre, la corsa al riarmo, la distruzione del pianeta”.

A Bergamo, la Rete Pace e Disarmo organizza per quella data un presidio in Piazza Matteotti, dalle ore 18.00. L’iniziativa è in collaborazione anche con il coordinamento locale che sostiene la raccolta firme di Iniziativa dei Cittadini Europei per lo stop a tortura e trattamenti disumani alle frontiere d’Europa.

L’invito rivolto a movimenti, reti, associazioni, sindacati, parrocchie, comitati locali, è quello di unirsi alla mobilitazione per ribadire il NO a tutte le guerre e il NO al riarmo, per costruire un mondo di pace, di sicurezza e di benessere per tutte e per tutti, per chiedere alle istituzioni italiane ed europee di scegliere la via della pace, impegnandosi per:

– la messa al bando delle armi nucleari

– la riduzione immediata delle spese militari a favore della spesa sociale, sanitaria, per la tutela ambientale del territorio e per una difesa civile e nonviolenta

– la riconversione dell’industria bellica, che sta traendo immensi profitti dalle guerre e dai conflitti armati

– l’immediato cessate il fuoco in Ucraina e nella Striscia di Gaza

– la liberazione degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi, la fine dell’assedio e dell’isolamento di Gaza, il libero accesso agli aiuti umanitari e l’assistenza alla popolazione palestinese

– il riconoscimento dello Stato di Palestina, la fine dell’occupazione e della violenza in Cisgiordania

– la soluzione politica e non militare della guerra in Ucraina, per porre fine all’illegale occupazione russa e per costruire le condizioni di libertà, democrazia, convivenza e di sicurezza comune per l’Europa intera

– il riconoscimento del diritto di asilo e la protezione a dissidenti, obiettori di coscienza, renitenti, disertori, profughi, difensori dei diritti umani, giornalisti, attivisti sociali e sindacalisti vittime della repressione politica in ogni contesto e nazione

– il rafforzamento dell’azione umanitaria e di protezione dei diritti umani nei contesti di violenza strutturale (Afghanistan, Myanmar, Nagorno Karabakh, Iran…)

– lo stanziamento dello 0,7% del PIL a favore della cooperazione allo sviluppo

– la promozione di conferenze regionali di Pace sotto l’egida delle Nazioni Unite, per ricostruire convivenza e sicurezza nelle regioni martoriate da guerre in Medio Oriente e in Africa, che coinvolgono milioni di persone che vengono uccise, espulse dalle proprie case, impoverite, costrette alle migrazioni forzate.

Ricordiamo che fanno parte della Rete Bergamasca Pace e Disarmo, oltre a CGIL e CISL, anche Fondazione Serughetti La Porta, Emergency, Libera provinciale Bergamo, Donne in Nero, UPSL, Le veglie contro le morti in mare, Odv Comunita di San Fermo, AUSER, Cooperativa Ruah, Alilò ARCI provinciale, Mediterranea Saving Humans Bergamo, Caritas diocesana bergamasca, ACLI, ANPI, ANOLF, Cem Mondialita, Focolari, Associazione L’alveare San Paolo D’Argon, Pax Christi Bergamo, Azione Cattolica Bergamo, Rete della pace dell’isola bergamasca, Agesci, Celim, Mutuo soccorso, Libertà e Giustizia Bergamo e ResQ Bergamo.

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