“Centri per la Famiglia”. Serviranno l’intera Valle Imagna.

Doveva prendere il via i primi mesi del 2020, ma a causa dell’emergenza sanitaria l’Azienda Speciale Consortile Valle Imagna – Villa d’Almè ha deciso di rimandare l’apertura ufficiale dei “Centri per la Famiglia” in Valle Imagna: a Brancilione di Corna Imagna e ad Almenno San Salvatore, quest’ultimo all’interno di locali di proprietà comunale.

Uno spazio di incontro dedicato a mamme, papà e bambini nella fascia dai 0 ai 6 anni, racchiuso all’interno di “Crescere Insieme in Valle”, un più ampio progetto di contrasto alla povertà educativa selezionato e finanziato da Impresa sociale Con i Bambini, Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, Comunità Montana Valle Brembana e BIM.

“Alcune attività sono già partite, ospitate temporaneamente in una sala messa a disposizione dall’Oratorio e dalla Parrocchia di Mazzoleni a Sant’Omobono Terme, per poi proseguire in modalità da remoto una volta che il lockdown è stato ufficializzato. Gli incontri sono stati calendarizzati attraverso la pagina Facebook di riferimento “Spazio Neomamme Valle Imagna” – spiega l’educatrice e referente azioni del progetto ‘Crescere Insieme in Valle’ per la fascia 0/6 anni Eleonora Manzoni – Si tratta di azioni rivolte a quelle mamme che hanno appena avuto
un bambino (incontri di coccole e contatto, incontri sullo svezzamento, incontri per la lettura….). Per l’Alta Valle sono previsti, inoltre, incontri per futuri genitori. Vi è, perciò, la presenza dell’ostetrica, della psicologa e dell’educatrice”.

Entrambi gli spazi prenderanno il via a gennaio. Il Centro Famiglia di Brancilione, che servirà la media-alta Valle Imagna, sarà gestito alla Cooperativa Sociale AEPER di Bergamo mentre per quello di Almenno San Salvatore scenderà in campo la Fondazione Pozzi, di Almenno San Bartolomeo. Entrambe le gestioni si avvarranno della collaborazione con la Fondazione Angelo Custode di Bergamo, che si occupa di azioni ed attività legate alla sfera della neo-maternità.
“Questo lasso di tempo ci è servito per definire alcune questioni, ma ormai siamo in dirittura d’arrivo – conferma Manzoni – Con le aperture di gennaio proseguiranno gli incontri, che a seconda della situazione generale potranno essere calendarizzati sia in presenza, che continuare da remoto come già ci stiamo muovendo”.

Oltre alle citate attività rivolte alle neo-mamme, il progetto originale per il Centro prevederebbe uno spazio aggregativo che ha come obiettivo quello di focalizzarsi sulla famiglia ed i più piccini, dividendone le attività per fasce d’età: uno spazio gioco per genitori e bambini dagli 0 ai 3 anni, laboratori e ludoteche all’interno o in natura per i più grandi (fino ai 6 anni). L’apertura dello Spazio Gioco, così come originariamente pensato, non è però possibile: il vincolo maggiore riguarderebbe la compresenza adulto – bambino, che secondo i protocolli sanitari, non è al momento fattibile.

In sostituzione al progetto originario prenderanno perciò il via, a gennaio, due spazi autonomia in alta e bassa Valle Imagna dedicati ai bambini più grandicelli, che verranno affidati per un paio di giorni alla settimana alle cure di due educatrici. “L’obiettivo è tutelare la socialità del bambino in quella fascia di età e di provare a sperimentare il primo distacco per quei bambini che non frequentano altri servizi, in vista dell’ingresso alla scuola per l’infanzia – precisa la referente – Abbiamo scelto di riconvertire lo Spazio Gioco in un progetto differente, che sarà possibile
finché vige l’attuale emergenza sanitaria. Dopodiché torneremo con molta probabilità all’ipotesi iniziale”.

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