Cefalonia fu l'inizio della Resistenza

“Cefalonia fu l’inizio della Resistenza”: a Gandino il ricordo dell’Eccidio

Le tradizionali celebrazioni in onore dei Caduti, delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia sono coincise domenica 5 novembre a Gandino con il ricordo dell’80esimo anniversario dell’Eccidio di Cefalonia (Grecia), dove perirono per mano tedesca non meno di 9000 soldati e ufficiali della Divisione Acqui all’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre firmato dall’Italia con gli anglo-americani. Di fatto l’inizio della Resistenza e della lotta contro il nazifascismo. In mattinata, dopo l’omaggio delle autorità civili e militari ai monumenti di Cirano, Barzizza e al cimitero di Gandino, la santa messa in Basilica celebrata dal parroco don Ferruccio Garghentini ha preceduto il momento culminante davanti alle lapidi di Piazza Vittorio Veneto. I bambini della Scuola Materna, esemplari per compostezza, hanno intonato l’inno d’Italia diretti da Silvia Carrara, accompagnati dal Civico Corpo Musicale di Gandino diretto da Renato Setvalli. Il sindaco Filippo Servalli ha ricordato quanto purtroppo la guerra resti ogni giorno di stretta attualità. “Lasceremo esposta – ha sottolineato – la Bandiera della Pace sul Salone della Valle, consapevoli di dover trasmettere sempre e comunque, anche a livello locale, i valori del dialogo e della fratellanza tra i popoli”. È seguito l’articolato e accorato intervento di Daniella Ghilardini, presidente di ANDA (Associazione Nazionale Divisione Acqui) sezione di Bergamo e nipote di don Luigi Ghilardini, cappellano militare della Divisione Acqui. “Dopo i cruenti combattimenti e le fucilazioni perpetrate nonostante la resa – ha ricordato Ghilardini – i corpi dei poveri militari italiani furono ammassati e bruciati. Nella triste nube nera che avvolse l’isola, i greci videro “la Divisione Acqui che sale in cielo”. Molti soldati fatti prigionieri furono stipati su alcune navi. Fra queste la Ardea, che preso il largo urtò una mina e colò a picco con oltre 700 militari italiani, tutti morti e ancor oggi in fondo all’Egeo. Fra loro anche il gandinese Camillo Maccari di Cirano, ricordato anche nell’ambito dell’apprezzata mostra nel Salone della Valle, realizzata con la collaborazione di Associazione Fanti e Gruppo Filatelico Valgandino.

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