Boom di contagi nel bresciano: si valuta la zona rossa

Oltre 700 casi al giorno nelle ultime 96 ore, Brescia diventa un caso nazionale.

La Regione ha mandato nella mattinata di ieri la documentazione al Comitato tecnico scientifico nazionale, che a breve deciderà se adottare misure più restrittive, come la zona rossa. Il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha dichiarato di non aver chiesto che la sua città entri in zona rossa, ma ha ribadito l’opportunità di dividere la Lombardia in aree sub-regionali, soggette a maggiori o minori restrizioni in base all’andamento locale del contagio.

Il dato preoccupante è la percentuale di contagi ogni 100.000 abitanti: oltre 300 contagi settimanali su cento mila, ben oltre la soglia critica di 250 casi stabilita.

“Stiamo andando troppo a rilento con le vaccinazioni; ci sono medici che non hanno ancora fatto il secondo richiamo, siamo indietro nelle case di riposo e siamo solo all’inizio della copertura degli ultra ottantenni”. Per Del Bono, insomma, il vero problema sono le vaccinazioni. Il sindaco di Brescia sta inoltre preparando misure più restrittive come la vendita di alcolici in centro città per limitare la formazione degli assembramenti di giovani per il weekend.

La situazione si sta facendo complessa anche negli ospedali della provincia: sono quasi 800 i ricoverati con il Covid, con numeri in crescita in tutti gli ospedali. Agli Spedali Civili sono circa trecento i pazienti ricoverati. La rianimazione di Brescia non si è mai svuotata, ma i casi gravi ora sono in crescita. Il tasso di saturazione è prossimo al 40%, ben oltre il limite «soglia» da non superare del 30% di letti.

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