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A Gandino le api amano la chiesa

Un piccolo fuoriprogramma attorno all’ora di pranzo, che ha destato la curiosità di molti cittadini e richiesto l’intervento di un esperto apicoltore. Martedì 8 maggio uno sciame d’api ha scelto le pareti perimetrali della Basilica di Santa Maria Assunta a Gandino per cercare nuova sistemazione. Le api hanno vorticosamente ronzato in gran numero prima di scegliere una cavità presente nelle antiche pietre di crispone con cui è formata la struttura della monumentale chiesa. I commercianti della zona hanno richiesto l’aiuto di Franco Parolini, 78 anni, esperto apicoltore del paese, che è prontamente intervenuto con apposita attrezzatura per rimuovere con estrema delicatezza il corposo sciame formato da migliaia di api. In suo aiuto è intervenuto, nelle fasi conclusive, anche il figli Alberto, da poche settimane presidente provinciale degli Apicoltori Bergamaschi.  “La sciamatura – spiega Parolini – è un processo naturale attraverso il quale si “duplicano” le famiglie delle api. A primavera, all’interno dell’alveare, l’attività diventa frenetica grazie alla fioritura: le api (fino ad ottantamila in un solo alveare) sono nel periodo di massima raccolta. Basti pensare che per raccogliere un chilogrammo di nettare un’ape bottinatrice deve compiere oltre sedicimila voli tra alveare e prato fiorito; i voli diventano oltre trentacinquemila per arrivare ad ottenere un chilogrammo di miele; i fiori visitati vanno da 80.000 a 6.000.000, per una distanza percorsa di 100.000 chilometri e circa 25.000 ore di lavoro per l’ape. E’ in questa fase “esplosiva” che nell’alveare si moltiplica la creazione di celle reali. Alla nascita della nuova ape regina, la vecchia cerca casa altrove, sciamando all’esterno con un buon numero di api”.  Ad ammirare lo sciame e le operazioni di recupero (fra le 14 e le 15) si è radunata una piccola folla di curiosi, che per puro caso ha radunato autorità (l’ex sindaco Gustavo Maccari), clero (il vicario don Giovanni Mongodi) e sanitari (il dottor Claudio Lazzaroni). Da ricordare come le api mostrino una particolare affezione alla Basilica ed alle sue immediate vicinanze: negli ultimi anni sono stati recuperati diversi sciami anche nel vicino giardino del Centro Pastorale di via Bettera, ove risiede il parroco don Innocente Chiodi.

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