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Tribunale Bergamo

Dal Gip la professoressa accusata di rapporti con il 14enne

Questo lunedì 25 giugno la professoressa 40enne ai domiciliari per avere avuto una relazione con un suo allievo di 14 anni potrà spiegare alla GIP di Bergamo la sua versione dei fatti. Dopo il clamore mediatico, da parte da parte degli inquirenti vi è stato il massimo riserbo per tutelare il ragazzino che ha dovuto affrontare gli esami di terza media.

La donna, che si trova ai domiciliari e sospesa dall’insegnamento, madre di due figli e un matrimonio finito alle spalle, era insegnante di lettere alle scuole medie in alta Val Seriana; ora potrà dare la sua versione dei fatti alla giudice Marina Cavalleri, la stessa che ha firmato l’ordinanza degli arresti domiciliari. Gli inquirenti avrebbero molti sms, intercettazioni, suffragati anche da veri e propri appostamenti che, secondo la Procura, sono fatti accertati. Tra la 40enne e l’adolescente ci sono stati incontri sessuali senza costrizione ma la giudice ha motivato la misura cautelare con “assenza di freni inibitori” dell’insegnante: il fatto che il ragazzo avesse 13 anni e fosse un suo studente, secondo la Giudice, non l’aveva fermata. Il pm Davide Palmieri nella richiesta di misura cautelare ha motivato la sua richiesta scrivendo che tra alunno e insegnante c’era “…una relazione affettiva con atti sessuali…”: lei su WhatsApp gli scriveva messaggi teneri e lui le rispondeva con toni da innamorato. Nell’ordinanza dei domiciliari pesa il ruolo dell’insegnante: se le accuse verranno confermate, alla base del rapporto ci sarebbe il fatto che la docente ha tradito la fiducia di chi le aveva affidato l’alunno: i genitori e la scuola intesa come istituzione anche se nessuno a scuola pare si fosse accorto di nulla.

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