Via Tasso: troppo cerebrale

Leggevo su un foglio buttato sul tavolino delle elezioni in Provincia, dei candidati, delle diatribe intestine nell’amministrazione e lui, scuotendo il capo e dandomi una pacca sulla spalla ha voluto dire la sua, un “Giudizio Universale”.

Ormai è possibile incontrare chiunque, ovunque. Intento a gustarmi il mio caffè, solo in un angolo di un freddo e buio bar di Bergamo vengo avvicinato da una persona col sorriso di chi la sa lunga; lo riconosco, è Samuele Bersani. Leggevo su un foglio buttato sul tavolino delle elezioni in Provincia, dei candidati, delle diatribe intestine nell’amministrazione Rossi e lui, scuotendo il capo e dandomi una pacca sulla spalla ha voluto dire la sua, un “Giudizio Universale”. Io la faccio difficile sui rapporti in seno al Consiglio provinciale, con maggioranza e opposizione che sbraitano. Lui sentenzia: “Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane, ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate”.

Mi sembra di capire, ma insisto. E sulla questione del bilancio che sai dirmi? Mancano i soldi, si stringe la cinghia. Annuisce: “Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio”. Ora sorrido anche io, ho un compagno di merenda che la pensa come me. Così andiamo oltre e parliamo di Ncd, che ha perso un posto in Consiglio: “…come la voce guida la pubblicità, ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già”.

Eppure tanti sono stati i successi sotto l’egida di Rossi. Ma lui non si scompone: “Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia, piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria”.

Un salto nel buio o quasi anche per altri consiglieri, che potrebbero decidere di guardare l’orizzonte da un altro balcone. Lui fa spallucce e si mette nei loro panni: “Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi, adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori”.

Ma se Atene piange, Sparta non ride: il Pd ha le sue gatte da pelare, non si trova la quadra per le deleghe. Possibile non ci sia un accordo tra loro? Su questo Samuele è irremovibile, interpreta il pensiero del centro sinistra renziano: “Potrei ma non voglio fidarmi di te, io non ti conosco e in fondo non c’è, in quello che dici qualcosa che pensi, sei solo la copia di mille riassunti. Leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera e non ci sei più...”.

 


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