Valvole salvavita stampate da 2 giovani ingegneri bresciani

Il direttore generale dell’ospedale di Chiari, Mauro Borelli, conferma che le valvole salvavita stampate in 3D funzionano e che la generosità di chi si è messo in gioco, abbinata alla passione per la precisione ingegneristica, vede già realizzato un secondo modello perfezionato della prima versione, generando minor attrito.

All’ospedale di Chiari serviva una valvola per collegare i caschetti respiratori alle bombole d’ossigeno. Irreperibili sul mercato, con l’azienda produttrice travolta dalle ordinazioni. Massimo Temporelli, fisico, imprenditore e divulgatore scientifico, ha trovato l’immediata disponibilità di Cristian Fracassi e Alessandro Ramaioli, giovani ingegneri bresciani che si mettono al lavoro. In poche ore stampano in 3D i prototipi. Poi si presentano al Mellini con la prima cinquantina di valvole. Un piccolo miracolo in cui tecnologia, cuore, competenza e determinazione bresciana hanno fatto la differenza. Per i due giovani ingegneri si tratta di ore di lavoro incessante per produrre un centinaio di queste valvole. Al loro impegno fa eco la disponibilità immediata raccolta da molte altre aziende del settore medicale e stampa in 3D, come Invatec-Medtronic, Only 3D, Fabula 3D.

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