Alzano Ospedale

Val Seriana un anno dopo il Covid, tra luci e ombre

Sembra ieri, invece è già trascorso un anno. Era il 23 febbraio 2020 quando furono segnalati i primi casi di Covid-19 ad Alzano Lombardo. Impossibile dimenticare l’escalation di contagi e di vittime, così come è ancora doloroso constatare come tante vite sarebbero potute venire risparmiate se si fossero presi tempestivamente provvedimenti restrittivi. Restano molte ombre, ma una cosa è certa: l’ospedale di Alzano Lombardo fu un buon capro espiatorio. Gli errori di cui fu accusato al tempo il presidio, oggi appaiono più come mancanze da ricercare sia a livello regionale che ministeriale.

L’emergenza sanitaria mise infatti in evidenza due amare scoperte: l’Italia aveva un piano pandemico datato al 2006 – che per legge si sarebbe dovuto aggiornare ogni tre anni – e ancora peggio, nessun ospedale lombardo aveva mai ricevuto le linee guida attuative né dal Ministero della Salute né dalla Regione. Di conseguenza, nessuno al momento dello scoppio della pandemia aveva un’idea chiara di come andasse gestita l’emergenza.

Ripercorriamo quei momenti drammatici. Domenica 23 febbraio, non appena il Direttore medico dell’ospedale di Alzano Lombardo, Giuseppe Marzulli, venne avvisato dei due tamponi con esito positivo – eseguiti su due pazienti ricoverati nei reparti di Medicina e Chirurgia – prese la decisione di chiudere l’intero ospedale. Questo nonostante la circolare del 27 gennaio 2020 che diceva di “indagare come casi sospetti coloro che avessero avuto contatti con la Cina”, quando il direttore sapeva che i due positivi non avevano avuto nulla che fare con la Cina.

Insomma, fu in primis il criterio fondamentale dettato dal Ministero a rivelarsi errato. Giuseppe Marzulli tenne chiuso l’ospedale fino a sera, impendendo anche i cambi di turno tra i dipendenti. Tuttavia, a seguito di un confronto tra la Dirigenza dell’ASST Bergamo Est e la Regione, la struttura venne fatta riaprire. Il resto è storia nota. Oggi la vicenda è ancora al vaglio della magistratura. L’inchiesta dovrebbe chiudersi entro l’estate.

Francesco Moretti

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