“Uomini, dove siete?”: l’associazione Dieci chiede al genere maschile di metterci la faccia

“Siamo stanche delle mimose e dei cioccolatini. Siamo stanche di accendere la televisione e sentire del femminicidio del giorno, uno dei tanti della settimana. Siamo stanche anche di avere paura a tornare a casa da sole, la sera. E poi siamo stanche di essere le sole a lottare”. Dove sono gli uomini? Lo chiede anche la giornalista Milena Gabanelli che in un tweet scrive: “Ne ammazzano una al giorno. Ma io vedo solo donne manifestare, protestare, gridare aiuto. Non ho visto a una sola iniziativa organizzata dagli uomini, contro gli uomini che uccidono le loro mogli o fidanzate. Dove siete? Non è una cosa da maschi proteggere le donne?”

L’associazione Dieci invita gli uomini ad esporsi, a mettere la faccia, scattando una foto simbolica o realizzando un video della durata massima di 15 secondi e inviandolo entro il 7 marzo.

La violenza di genere non è un problema solo delle donne. Quando parliamo di femminicidio non si vuole tanto portare l’attenzione sul genere della donna, quando fare luce sul colpevole e sulle dinamiche dell’omicidio. Uomini possessivi, dai padri agli ex, che non riescono ad accettare una presa di posizione da parte della donna. Il vero problema è, quindi, il modo in cui la società considera i rapporti di potere tra uomini e donne e il fatto che gli uomini sviluppino una maschilità tossica, finalizzata al possesso.

Perché gli uomini non si battono? In fondo, la questione riguarda tanto loro quanto le donne. Servono manifestazioni anche maschili, serve anche il loro impegno in questa battaglia. Ma ciò di cui si ha maggiormente bisogno è un cambiamento nella cultura e nell’educazione maschile.

Non si deve lavorare solo per proteggere le donne, ma anche per costruire una società più sana.

Maria Ducoli

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