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Turbativa d’asta anche a Ceto

Indagini per turbativa d’asta sul sindaco Marina Lanzetti, Sindaco di Ceto: oltre a leis ono indagati anche un funzionario comunale e almeno 4 imprenditori della media Valle Camonica nell’ambito di una indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Edolo.

La Procura della Repubblica di Brescia ha dato seguito ad alcuni esposti depositati mesi fa nei quali venivano segnalate irregolarità nelle procedure che portavano all’assegnazione di appalti per alcuni lavori pubblici. La sindaca Lanzetti ieri però ha dichiarato «di non sapere assolutamente nulla dell’indagine» e avrebbe aggiunto che «se qualcuno all’interno del Comune ha sbagliato, è giusto che paghi: ma lei in questa vicenda non c’entra nulla». L’indagine era partita da alcune denunce giunte in Procura che ha così incaricato le Fiamme gialle di Edolo, competenti per territorio, che negli ultimi tre mesi hanno più volte perquisito gli uffici comunali acquisendo file e documentazione varia riferita alle presunte operazioni sospette. Si tratterebbe di appalti assegnati nel 2017 procedendo anche a interrogare un funzionario dell’ufficio tecnico comunale e alcuni degli imprenditori che avevano partecipato alle gare. La stessa sindaca di Ceto, Marina Lanzetti, è stata sentita dalla Guardia di Finanza, ribadendo agli investigatori di non sapere nulla di quanto contestato. L’accusa mossa è turbativa d’asta: secondo le Fiamme Gialle, infatti, alcuni imprenditori sarebbero stati avvertiti con qualche settimana di anticipo della pubblicazione di un bando per lavori pubblici da effettuare. A questo punto l’informazione sarebbe stata trasmessa ad altre imprese «amiche» che presentavano la loro manifestazione d’interesse: ma, al momento dell’assegnazione dei lavori, le offerte migliori erano sempre quelle delle stesse imprese. Per questo nel mirino della Procura sono finiti almeno 4 imprenditori che operano tra Edolo e Ceto.

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