Traffico di auto storiche: 2 nei guai

Acquistano, riparano e vendono Porsche storiche ma non ci sono riscontri fiscali: 2 nei guai dopo le indagini della Guardia di Finanza di Clusone.

Un 47enne di Parre, fermato dalla Polstrada al volante di una Porsche è finito nei guai per riciclaggio di auto storiche. I successivi controlli, infatti, effettuati questa volta dalla Guardia di Finanza di Clusone hanno evidenziato che il 47enne denuncia al fisco solo entrate annue da 20-30 mila euro derivanti dalla partecipazione in un’officina meccanica di famiglia. Cifre con le quali è difficile acquistare decine di Porsche che l’uomo risulta aver posseduto. Auto che venivano radiate dal Pubblico registro automobilistico e reimmatricolate all’estero. I finanzieri hanno così iniziato a intravvedere un florido commercio di fuoriserie d’epoca. E sono risaliti a un altro imprenditore, un 43enne di Gandino, titolare di una ditta specializzata proprio nella commercializzazione di auto degli anni Sessanta e Settanta. Secondo le Fiamme Gialle, le auto venivano acquistate per cifre ufficialmente attorno ai 900 euro e dopo il restauro rivendute per importi medi di 20-30 mila euro a collezionisti stranieri. In cinque anni c’erano state circa 200 compravendite, delle quali però, secondo i finanzieri, il 70% presentava irregolarità fiscali di vari tipi. Per non far emergere traccia delle cessioni all’estero, l’imprenditore avrebbe fatto ricorso alla fatturazione fittizia della vendita a suoi ex clienti, all’oscuro di tutto, con indicazione di importi minimi nei documenti in modo da poter nascondere i reali incassi per le vendite. In un’altra quindicina di casi le auto venivano intestate a conoscenti che si prestavano al meccanismo dietro il pagamento di somme esigue (intorno ai 300 euro). A seguito di approfondita serie di verifiche fiscali nei confronti dei due imprenditori la Guardia di Finanza ha evidenziato un importo complessivo di circa due milioni di euro di ricavi sottratti alla tassazione. Una volta “spartita” la torta, il denaro veniva versato sul conto delle rispettive mogli. Glia accertamenti hanno anche evidenziato 165.000 euro di Iva evasa. Il pm Laura Cocucci ha deciso la denuncia dell’imprenditore di Gandino per dichiarazione fraudolenta, per avere annotato in contabilità fatture false. Il suo amico di Parre dovrà invece denunciare e pagare le relative imposte su tutte le somme incassate ma mai segnalate.

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