Survey archeologici a Carona Armentarga

Sulle tracce degli antichi pastori

Una mattina all’Oppidum di Parre sulle tracce degli antichi pastori, il 19 gennaio una conferenza illustrerà le conoscenze attuali sul tema.
Una conferenza per comprendere la nascita e lo sviluppo della pastorizia in alta quota, nonché le modalità di sfruttamento del territorio montano durante gli ultimi 4 mila anni: si tratta di “Sulle tracce degli antichi pastori. Nuove ricerche archeologiche sui monti del Trentino e nelle Alpi Orobie”, che si svolgerà all’Antiquarium di Parre (in Piazza S. Rocco) domenica 19 gennaio alle ore 11.00.
All’incontro interverranno Diego E. Angelucci, professore associato di Metodologie della ricerca archeologica all’Università di Trento, Francesco Carrer, ricercatore in archeologia all’Università di Newcastle (UK) ed Enrico Croce, dottorando in archeologia all’Università di Trento.
“Il comune di Parre, benché ne gestisca solo tre, ha ben quattro alpeggi sul proprio territorio – sottolinea Omar Rodigari, vicesindaco e assessore alla Cultura, Turismo e Politiche per la montagna del Comune di Parre -: è naturale, ma non scontato, che i temi del pastoralismo, dell’agricoltura di montagna e dei mestieri tradizionali siano sempre stati al centro della nostra azione. Azione che si è intensificata molto negli ultimi anni grazie al progetto ValOrobie: abbiamo investito e stiamo investendo sul potenziamento infrastrutturale della nostra montagna e dei nostri alpeggi per permettere uno sviluppo sostenibile delle attività agricole in quota e di conseguenza un incremento delle eccellenze casearie che qui prendono forma. Il tutto potrà essere terreno fertile per uno sviluppo turistico ecosostenibile”. E aggiunge: “Investire in questi ambiti vuol dire pensare al futuro senza tralasciare il passato, le nostre tradizioni e la nostra storia ed è per questo motivo che legare due eccellenze del nostro territorio, tra cui la Parra citata da Plinio il Vecchio, non solo mi fa molto piacere, ma mi riempie d’orgoglio. Avere come ospiti e relatori esponenti di spicco del panorama accademico italiano, mi dà un ulteriore slancio per invitare la popolazione parrese e dei comuni della Valle Seriana a partecipare a questo interessantissimo appuntamento che riguarda la storia, la tradizione di tutto l’arco alpino e di tutta la popolazione che lo abita”.
Negli ultimi anni vari progetti di ricerca si sono dedicati allo studio della pastorizia in alta quota, per comprenderne la nascita, lo sviluppo e le modalità di sfruttamento del territorio montano. La conferenza illustrerà le conoscenze attuali sul tema e presenterà i risultati di due progetti in corso nelle nostre Alpi: “ALPES”, in Val di Sole (TN), e “Alle sorgenti del Brembo”, nella conca del Brembo di Carona. I dati di questi progetti mostrano come le montagne alpine abbiano svolto un ruolo tutt’altro che marginale nelle società e nell’economia del passato, evidenziando uno sfruttamento pressoché continuo delle terre alte durante gli ultimi 4000 anni.

“Si parlerà di archeologia alpina: i temi che la riguardano, le eventuali criticità e le specifiche metodologie utilizzate. – spiega il dott. Enrico Croce – Mantenendo come focus centrale la pastorizia, il tipo di economia più diffuso in area alpina nel passato, e partendo dal progetto trentino ALPES, si passerà poi a parlare delle Orobie, precisamente di Carona, dove si sta cercando di applicare le metodologie sviluppate a Trento. Verranno alla luce, oltre alle similitudini tra le due realtà, anche alcune diversità, che porteranno a rivalutare e ampliare i possibili approcci archeologici al paesaggio alpino”.

“L’obiettivo di questi studi è ricostruire la storia del popolamento montano attraverso le tracce che gli uomini del passato ci hanno lasciato, in questo caso i pastori. – commenta Annalisa Bonassi, conservatrice del Parco archeologico Parra Oppidum degli Orobi – La pastorizia, tematica molto cara agli abitanti del nostro territorio, verrà trattata da relatori di alto livello scientifico. Ritengo inoltre sia un’ottima occasione per conoscere i progetti di archeologia alpina in corso, progetti che si potrebbe pensare di estendere in futuro anche alla Val Seriana e a Parre” .

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