Malonno

Stefano Gelmi si è dimesso da Sindaco di Malonno

Stefano Gelmi si è dimesso dalla carica di Sindaco di Malonno, dopo che la Procura di Brescia ha svolto indagini sugli appalti di lavori pubblici assegnati nell’ambito dell’Unione dei comuni delle Alpi Orobie bresciane.

Gelmi è accusato di truffa aggravata e turbativa d’asta. Le dimissioni sono state depositate nel pomeriggio di martedì 28 novembre, con uno strano balletto di “si dice e non si dice”, tra consiglieri della sua 0maggioranza che hanno affermato di non sapere cosa avrebbe fatto il sindaco e qualche disinvolto addetto all’informazione che, anticipando tutti, aveva dichiarato che le dimissioni erano state depositate alle 15.30. Alle 20.30 il vice sindaco e la giunta affermavano di non saperne nulla, Silenzio totale anche da parte del difensore di Gelmi che aveva dichiarato di non voler rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa. Dunque, dichiarazioni o non dichiarazioni, qualche “talpa” ha parlato (forse la stessa che ha allertato i carabinieri sulle presunte irregolarità degli appalti? Diffcile saperlo, ma lecito dubitarlo) e Gelmi ora non è più Sindaco. Se le dimissioni non verranno ritirate entro venti giorni, come prevede la legge, scatterà lo scioglimento del Consiglio comunale e l’amministrazione verrà affidata ad un commissario nominato dal Prefetto. Per Malonno si tratta della seconda volta negli ultimi sei anni. Le indagini intanto proseguono anche se gli inquirenti non rilascino dichiarazioni. Si sono fatti sentire, invece, con un laconico comunicato la vicesindaca, Laura Rocca, e gli altri consiglieri in carica che hanno espresso «piena fiducia sul chiarimento delle notizie divulgate dagli organi di stampa che vedono coinvolto il sindaco». La vicesindaca, gli assessori e i consiglieri si sono dichiarati totalmente estranei alla vicenda e resteranno a disposizione dei cittadini di Malonno fino al recesso obbligato dalle proprie cariche. Stando ad alcune indiscrezioni, anche perché conferme ufficiali non ci sono (lo dicono gli stessi consiglieri di maggioranza nel loro comunicato), tutto potrebbe essere iniziato da una segnalazione di presunte irregolarità nell’assegnazione degli appalti di lavori pubblici, arrivata qualche settimana fa ai Carabinieri fatta da un imprenditore che si sarebbe visto «soffiare» un lavoro da un’altra impresa concorrente: i militari dell’Arma, dopo i primi accertamenti, avrebbero inviato tutto alla Procura della Repubblica di Brescia che ha perciò aperto l’inchiesta con la notifica delle accuse a carico di Stefano Gelmi e nelle indagini, sempre secondo indiscrezioni, sarebbero coinvolte almeno altre quattro persone.

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