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Spari e minacce per lavorare

27enne di Albano Sant’Alessandro è stato arrestato con l’accusa di minacce a titolo di morte contro il desiderato datore di lavore e detenzione illegale d’armi da fuoco.
Il giovane , di origini calabresi ma da anni residente nella provincia di Bergamo , avrebbe diversi parenti detenuti per il 416 bis in Calabria (associazione di stampo mafioso).

L’arresto è avvenuto all’alba nella mattinata di mercoledì 13 Settembre ponendo fine all’operazione denominata “Piombo Sparso”.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine  dopo un lungo lavoro di indagine coordinato dal pubblico ministero Carmen Pugliese, nel settembre dello scorso anno Macrì, padrone di una piccola impresa di autostrasporti, aveva iniziato a contattare Paolo Perletti, 50enne di Forsesto Sparso, titolare della Tramor trasporti.

Inizialmente le telefonate in cui il calabrese si poneva in modo propositivo , tanto da ideare di instaurare per lui fatture false.
Arrivato il rifiuto i toni si sono scaldati prendendo una brutta piega. Fino al due dicembre, quando intorno alle 23 la villetta dell’imprenditore bergamasco viene colpita da quattro colpi di arma da fuoco, partiti da un fucile calibro 12, lo stesso del 27enne.

Perletti esausto di ciò decide allora di rivolgersi  ai carabinieri.
A gennaio riceve una nuova telefonata da Macrì, che questa volta arriva a minacciarlo di morte.
 I militari lo mettono alle strette e dopo aver accurato le sue responsabilità, all’alba di ieri vanno a casa sua, lo  arrestano, oltre che per estorsione aggravata dall’utilizzo di armi clandestine, per il possesso delle armi stesse, non dichiarate: oltre al fucile, nascoste sotto alcuni bancali della sua rimessa trovano una pistola e un coltello.

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