Donne incatenate

Si incatenano ai cancelli della fabbrica chiusa

Due donne, lavoratrici della NK di Ceto, chiusa da due anni, questo lunedì 13 novembre all’alba si sono incatenate ai cancelli della loro ex-fabbrica per protesta: sono senza lavoro e non hanno risposte da nessuno. Hanno anche indetto lo sciopero della fame ad oltranza.

Il freddo pungente ed il forte vento da nord non le ha dissuase. Le due, ex-dipendenti ora in cassa integrazione, vogliono una cosa sola: tornare al lavoro il prima possibile. Per smuovere quello che secondo loro è un silenzio totale di tutti sulla loro situazione (e su quella degli altri 70 colegahi di lavoro ora tutti in cassa integrazione), hanno optato per questa forma di protesta che sta dilagando sui social. E qualche risultato c’è già stato: nella prima mattina di lunedì si sono recati al cancello della NK il Sindaco di Ceto, Marina Lanzetti, e di Capo di Ponte, Francesco Manella. Sono numerose le persone che stanno portando loro solidarietà e qualche genere di conforto (ma le due donne prendono solo bevande calde, perché hanno anche proclamato lo sciopero della fame ad oltranza). A ore è attesa anche la visita degli Enti locali: Comunità Montana, Bim e Provincia di Brescia, organizzazioni sindacali e compagni di lavoro. Si sono attrezzate con due grandi cartoni per passare la notte incatenate, ma lì da davanti al cancello. La Nieggler&Kupfer di Nadro di Ceto, nota anche come Nk e che nel 2015 occupava circa una settantina di lavoratori, da due an ni è senza risposte imprenditoriali e a febbraio scade la cassa integrazione da 650 euro al mese. Sono 72 gli operai, soprattutto donne, rimaste a casa dopo la chiusura della Nk di Ceto. Sono passati due anni dalla chiusura totale, ma non passa la voglia di crederci ancora: anche se i 72 operai, in maggioranza donne, lamentano di essere stati “abbandonati e dimenticati”. Le due donne incatenate hanno lanciato il loro grido di dolorosa protesta: a ore si attendono sviluppi della situazione.

 

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