Si allargano le crepe sulla strada per Parzanica che preoccupano la popolazione

C’è un nesso logico tra l’inizio dell’attività della Cementifera di Tavernola e le fessurazioni che sono evidenti a chi transita nella zona. A dire che è così è la Sezione basso Sebino di Legambiente che ha emesso un comunicato che pubblichiamo

Gli abitanti della frazione “Squadre” del comune di Vigolo sono allarmati dalle continue esplosioni che da alcuni mesi rimbombano nella cava per l’escavazione della marna. La cementifera invece ha ripreso la sua attività a pieno regime. I suoi magazzini sono di nuovo tornati pieni di materiale pericoloso (additivi) e nocivo per l’ambiente e i lavoratori, in caso di frana. La minaccia della frana resta un incubo per tutto il lago d’Iseo. Ora gli effetti di queste esplosioni si possono vedere sulla strada chiusa per Parzanica dove apochi metri dalla frazione Squadre le crepe che il movimento franoso aveva provocato nel febbraio scorso si sono allungate ed allargate di parecchi centimetri facendole diventare voraggini. In queste condizioni andrebbe sospesa ogni attività.Prudenza avrebbe voluto che almeno si aspettasse l’esito dei test dello scorso Ottobre da parte della Università di Firenze, incaricata a redigere una valutazione tecnica indipendente. Sono bastati invece i soli annunci di spesa di opere di stabilizzazione per riattivare a pieno ritmo tutte le attività. Tavernola è ancora presa d’assalto da oltre 250 camion al giorno che portano carbone da bruciare nel forno (ma non si doveva decarbonizzare?). La frammentazione delle competenze e i pareri contrastanti tra Ministero dell’Ambiente, la Regione e la Provincia, che dovrebbero avere come primo obiettivo la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, permette che Italsacci (del grande gruppo tedesco Hidelberg) di decidere solo in base ai suoi interessi. La comunità locale si trova quindi spaesata, impaurita e con forti disagi viabilistici (la strada per Parzanica è sempre chiusa). Vista la grave situazione determinata dalla ripresa delle attività, Legambiente ha incaricato i suoi avvocati per preparare un nuovo esposto, anche per sapere chi è il responsabile della autorizzazione della ripresa completa delle attività.

Dario Balotta presidente legambiente basso Sebino

 

 

 

 

 

 

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