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Segnaletica in Braille sulle Orobie bergamasche

Un progetto per rendere il sentiero che dal Passo della Presolana va alla Baita Cassinelli agibile anche per i non vedenti. È un’iniziativa di grande valenza sociale rivolta a persone più deboli che sono naturalmente oggetto delle attenzioni dei soci e dei Club rotariani della città di Clusone.

Il Rotary Club Clusone ha lanciato un progetto per trasformare il sentiero 316 che porta dal Passo della Presolana alla malga Cassinelli in un percorso adatto ai non vedenti, agli anziani, alle famiglie.

Il progetto, per il quale il Club ha chiesto un cofinanziamento alla Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, ha avuto il suo calcio d’avvio lo scorso 19 luglio al Palamonti con Paolo Valoti, Presidente CAI di Bergamo e Giuseppe Venuti responsabile dell’Ufficio Marketing territoriale della Provincia di Bergamo.

Una seconda riunione si è svolta, sempre al Palamonti, con Paolo Valoti, Paolo Fiorani, Antonio Gonella, Pierangelo Oprandi, Guido Pinto titolare PiScan e Federico Zonca accompagnato da Patrizia Fumagalli di Happy Vision.

Val la pena dire qui che Federico Zonca, non vedente, nel 2001 ha ricevuto il Premio Europeo “The Breaking Barriers Award 2001 Design for All” e nel 2003 il “Premio Rotary International alla professionalità” per il suo brevetto di mappa tattile e per l’attività che svolge attraverso Happy Vision.

Si sono analizzate le due diverse possibilità per raggiungere la Malga Baita Cassinelli, il sentiero 315 e la strada agro-silvo-pastorale che inizia poco più sotto come sentiero 319. Pur convenendo tutti che la strada è più facile da attrezzare, si conviene che la soluzione mescolerebbe il percorso per persone con disabilità visiva e motoria con una strada percorsa da sia pur radi veicoli a motore.

2017 cassinelli mappa

Il Sentiero 315, lungo ca. 2 km dal Passo alla malga, offre invece un percorso in gran parte in mezzo al bosco dove vengono valorizzate le percezioni uditive e olfattive di una natura ancora non contaminata. Certamente il percorso è più difficile da attrezzare perché il sentiero deve essere allargato e protetto e la sua ultima parte deve essere modificata per ridurne la pendenza.

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