Scuole chiuse fino al 8 marzo

L’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, ha dichiarato al TgR Lombardia che da parte dal governo c’è «sostanziale adesione alle nostre richieste». Questa domenica 1 marzo il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha stabilito che la scuola in Lombardia, Emilia e Veneto si fermerà ancora per una settimana.

I circa 300mila studenti delle scuole statali bergamasche e bresciane, a cui vanno aggiunti anche i 30 mila delle scuole dell’infanzia paritarie e le migliaia che frequentano le paritarie degli altri gradi di istruzione, si preparano a un’altra settimana di pausa in cui le lezioni verranno impartite loro tramite piattaforme e-learning, a distanza. Il Governo ha accolto le richieste del Pirellone, che erano supportate dal parere degli esperti della sanità regionale. Il provvedimento non significa che gli alunni non sono tenuti ad andare a scuola, ma che gli istituti sono aperti per l’ordinaria amministrazione e chiusi al pubblico. La presenza dei docenti a scuola in regime di sospensione delle lezioni sarebbe una novità assoluta, perché finora non è prevista dalla prassi scolastica. Per realizzarsi comunque dovrebbe essere disciplinata nel dettaglio nel Dcpm. La didattica a distanza che le scuole dovrebbero applicare per ovviare alla mancanza di lezioni in presenza per la scuola superiore è più semplice rispetto a quello che può essere fatto negli istituti comprensivi, dove la dimestichezza con gli strumenti informatici per i ragazzi non è così ovvia. In alcune scuole superiori comunque la didattica a distanza già si faceva, e questa è stata l’occasione per metterla a punto in tutti i suoi aspetti, accentuandola. Anche il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha sottolineato la necessità di lavorare sulle scuole che, prima d’ora, non avevano ancora messo a punto una didattica digitale. Il ministro ha annunciato che in questi giorni al ministero è stata istituita una task force che potesse essere di supporto alle scuole che «in questo momento ancora non sono virtuose nelle modalità di didattica a distanza». Nel frattempo il governo ha lavorato anche a un altro provvedimento che riguarda il mondo della scuola: la deroga al limite di 200 giorni minimi per la validità dell’anno scolastico. Per considerare un anno scolastico valido infatti devono essere effettuati almeno 200 giorni di lezione. Adesso il governo ha stabilito una deroga a questo limite per le Regioni interessate dai provvedimenti di emergenza, così come era stato fatto negli anni passati per le aree in cui si erano verificati gravi terremoti.

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