Salvatore Spina accusato dell’omicidio di Diva Borin

Salvatore Spina, amico e aiutante dell’anziana Diva Borin di Urago Mella, è accusato di averla uccisa: il pm Antonio Bassolino ha depositato gli atti in procura con l’accusa di omicidio e frode processuale verso il 39enne trapanese, che ha sempre negato ogni addebito.

Diva Borin è stata strangolata con il foulard che indossava, stretto al punto da spezzarle l’osso del collo. Secondo l’accusa formulata dal pm Antonio Bassolino, è stata uccisa così Diva Borin, 86enne trovata senza vita nel suo appartamento in via Ballini ad Urago Mella sabato 2 marzo 2019 poco dopo le 13.30 da Salvatore Spina, amico tuttofare, dipendente di un supermercato, che aiutava l’anziana. E l’accusato è proprio, lui, Salvatore Spina, 39enne siciliano, che l’avrebbe uccisa per evitare che l’anziana cambiasse nuovamente idea sul testamento, diseredandolo per la terza volta in pochi anni. Spina l’avrebbe uccisa per mettere le mani sull’eredità che la donna gli aveva già formalmente promesso: 60mila euro e metà dell’appartamento di Urago Mella dove l’anziana viveva e dove è stata trovata senza vita. Il pubblico ministero, nell’avviso di conclusione indagini che ha fatto notificare nelle scorse ore al 39enne, maggiore indiziato del delitto sin dagli esordi dell’inchiesta. L’accusa lo individua come colui che ha visto l’anziana viva per l’ultima volta e che per primo, in compagnia di una vicina di casa, l’avrebbe vista morta. Il pubblico ministero, negli atti depositati in Procura, ritiene che l’omicidio non sia aggravato solo da motivi abbietti e dall’aver approfittato della minorata difesa della donna, ma anche dalla premeditazione: Salvatore Spina da tempo avrebbe pensato di eliminare l’anziana, arrivando alla determinazione finale quando la 86enne aveva assunto una badante che poteva rispondere a tutte le sue esigenze, con il rischio che potesse diventarne l’erede. Il pubblico ministero ritiene anche che Spina debba rispondere di frode processuale: accusa Spina, infatti, di aver spostato il corpo dell’anziana su un divano, subito dopo averla uccisa., mettendole attorno al collo il foulard con il quale l’aveva strangolata, facendo credere ad una morte per soffocamento. Spina ha sempre allontanato le accuse e si è sempre detto estraneo agli addebiti. La procura dispone anche della ricostruzione dei suoi spostamenti nelle ore in cui la donna è morta: si sarebbe trovato a Urago Mella in orari compatibili con l’omicidio.

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