Leffe Incontro Internazionale

Salvataggi in mare e cibi etnici: a Leffe vince l’integrazione

Una serata intensa, ricca di spunti, motivata. L’Oratorio S.Martino di Leffe ha accolto l’annuale Incontro Interculturale organizzato dalle sette parrocchie del Vicariato Val Gandino (Leffe, Gandino, Peia, Casnigo, Cazzano S.Andrea, Cirano e Barzizza) in coincidenza con la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Un’opportunità di dialogo fra residenti di diversa etnia e nazionalità favorita dalla collaborazione della Caritas Vicariale e della Consulta degli Stranieri del Comune di Gandino, nata (fra le primissime in Bergamasca) nel 2004. Alla serata è intervenuto, per un breve saluto, anche don Massimo Rizzi, direttore dell’Ufficio Migranti della Diocesi di Bergamo, affiancato da don Egidio Rivola (parroco di Cazzano S.Andrea delegato per la pastorale caritativa) e dagli altri sacerdoti locali. Al centro dell’incontro e del successivo dibattito è stato l’intervento di Luca Capponi, giovane documentarista leffese che vive a Palermo. In collaborazione con Marianna De Carlo ha realizzato lo scorso anno il reportage (video e foto) “Looking for Odisseo”, registrato dal vivo sulla nave Aquarius. Grazie all’associazione umanitaria SOS Mediterranée essa è mezzo di soccorso primario per i barconi di disperati che percorrono le rotte fra Libia ed Italia, tristemente note alle cronache. Luca ha sottolineato senza remore le distorsioni e le speculazioni che sono alla base dei viaggi della disperazione, le complicità politiche e mafiose, ma anche e soprattutto la necessità di ritrovare un’umanità perduta, che veda, prima di tutto, l’urgente necessità di dare aiuto a quei disperati.

“Siamo in un mondo – ha sottolineato Luca – in cui fatichiamo sempre più a corrispondere agli slanci generosi che il cuore deve dettarci. Gesù oggi sarebbe a bordo di quei barconi. Negli occhi di quei salvati abbiamo visto una gioia senza misura che non può lasciare indifferenti, così come la preghiera cantata sottocoperta da tante donne consapevoli di ritrovare in quel “Mare Nostrum” uno spiraglio di speranza”. La lettura di alcune testimonianze raccolte fra i migranti scampati al naufragio nel Mediterraneo ha offerto ulteriori spunti di riflessioni ai numerosi presenti, che hanno animato uno scambio intenso nel quale è emersa la volontà pressante di uscire dagli stereotipi qualunquisti da una parte e quella, per gli immigrati di “prima generazione”, di essere sempre più parte attiva e paritaria nelle nostre comunità. La serata si chiusa con il sontuoso “buffet internazionale”, ricco di specialità preparate dalle famiglie di diversa etnia, che hanno animato anche il successivo momento di festa.

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