Ritratti di donne normali straordinarie: Costanza Zanardini

«Buonasera a tutti, gentili telespettatori, e benvenuti a TB News» con lo sguardo dritto nella telecamera e l’espressione composta, Costanza Zanardini entra nelle case della Valle Camonica da ormai vent’anni. Per una volta è successo il contrario: è lei ad aprirci la porta del suo appartamento. Lo fa con il sorriso timido di chi è abituato a stare dall’altra parte, a fare domande anziché dare risposte.

Il ricordo della sua prima volta in diretta la fa sorridere. L’agitazione, il “ti prego fa che vada tutto bene” bisbigliato sottovoce prima di andare in onda, le mani che iniziano a sudare e non a causa delle luci. La sigla di apertura del telegiornale la fa sobbalzare lievemente: ora sì che tocca a lei. Fila tutto liscio finchè l’occhio non le casca sulla riga successiva a quella che avrebbe dovuto leggere. «Ho sbagliato» dice con la spontaneità di chi è alle prime armi, un secondo prima di diventare rossa come un pomodoro. Ma poi va avanti.

Gli inizi, si sa, sono sempre traumatici. Delle sfide continue che cerchiamo per poi capire che forse non era quello fatto apposta per noi. Allora ci spostiamo, ci reinventiamo, e ne troviamo un altro, uno altrettanto difficile, se non di più. E magari è pure quello giusto. Costanza deve rimanere delusa dall’Accademia di Brera per poi trovare la sua strada. Quel primo anno di studi lo inizia con l’entusiasmo di chi finalmente abbandona i banchi di scuola per entrare nel Mondo vero, per poi accorgersi di come le aspettative si scontrassero con la realtà. Nell’estate successiva, la sua ex maestra delle elementari l’avvisa che a TeleBoario cercavano qualcuno da assumere. “Mica prenderanno me”, pensa Costanza nel momento in cui si presenta nella sede per quel provino “terribile” che ancora oggi le fa brillare gli occhi, un po’ perché è tutta un sorriso, e un po’ per la commozione di chi si accorge improvvisamente di quanto tempo sia passato. Se potesse rivolgersi alla ragazzina di vent’anni che contro tutte le sue aspettative era stata presa, quasi certamente le direbbe di stare tranquilla: l’ansia da prestazione poi sarebbe passata.

Costanza, infatti, non è una chiacchierona e nonostante la lunga esperienza in televisione, guardandola si riesce a percepire quel velo di timidezza che porta con sé.  L’allora direttrice di TeleBoario, Giusi Legrenzi, decide di assumerla, avendo visto qualcosa di speciale in quella ragazza alla ricerca della propria strada. Forse la curiosità e una scintilla di passione in procinto di esplodere. Costanza diventa così un jolly: dalla messa in onda di alcune trasmissioni alla conduzione di piccole rubriche, capisce cosa la interessi maggiormente e riconosce i suoi limiti, perché se la timidezza è velata, l’autocritica è evidente. La crescita avviene in modo graduale, come tutte le crescite, d’altronde la primavera non avviene in una notte. Se aveva iniziato per caso, un po’affascinata dal mondo del giornalismo, la passione per il suo lavoro cresce con lei e dopo tanti anni è ancora viva nel suo sguardo. Trasmissioni, dirette in esterna e qualche conduzione del telegiornale, oltre agli spot, alla grafica e al copywriting commerciale, tutto ciò che sta dietro, che non si vede. Ma che c’è.

Costanza è felice di ciò che fa: ama dare voce a chi ha qualcosa da dire. Certo, i sacrifici sono tanti e a volte può venire voglia di mollare tutto, ma le soddisfazioni danno la carica giusta per ripartire ogni mattina con entusiasmo.

Territorio, cultura e il sociale sono i campi in cui si trova maggiormente a proprio agio, sia sul lavoro che fuori. Infatti, Costanza è un concentrato di energie e vitalità, ingredienti che aggiunge in tutto ciò che fa. Da OLTRECONFINE in cui si occupa di vari aspetti, tra i quali la grafica, alla fotografia, una delle sue grandi passioni da sempre. Ed è stato proprio questo interesse ad averla portata a collaborare con l’ANDOS: quella che era stata pensata come una mostra fotografica si è poi evoluta nel libro Da donna a donna. Un lavoro attento e delicato che l’ha vista commuovere ed emozionarsi davanti ai racconti di alcune donne che hanno sconfitto e che stanno combattendo il cancro. Ha ancora gli occhi lucidi, mentre ne parla.

Un volto noto, quello di Costanza, con un luccichio negli occhi e il sorriso contagioso. E una sensibilità rara, che la cinepresa non può riprendere.

Maria Ducoli

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