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Riaperto l’aeroporto di Bergamo. Ma non ci sono voli

Con il decreto del 5 maggio è stata conferita agli scali lombardi l’autorizzazione a riprendere l’attività. Ma le restrizioni sugli spostamenti restano, la domanda di viaggi è totalmente azzerata e i vettori stranieri non hanno intenzione di riprendere ad operare a queste condizioni, perché significherebbe trovarsi in una posizione di perdita netta. Infatti, la stessa Sacbo, la società di gestione dell’impianto di Bergamo, ha precisato con una nota che “l’aerostazione è interdetta al pubblico, sarà aperta solo in concomitanza con la riattivazione dei voli e l’accesso sarà soggetto a limitazioni, nel rispetto delle normative vigenti sui controlli e sul distanziamento sociale“. La conferma viene dal fatto che i primi voli disponibili sul sito di Ryanair in “partenza da Bergamo” e in “direzione Bergamo” si possono prenotare dal 22 maggio.

Inoltre, l’Italia è l’unica Nazione in Europa ad imporre l’obbligo del distanziamento sociale a bordo. Questo significherebbe il dover lasciare libero il sedile centrale per garantire un metro di spazio tra gli individui, un ulteriore disincentivo per le compagnie low cost.

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