Referendum costituzionale: se passa la riforma democrazia in pericolo

È la più grande manovra accentratrice mia fatta nel nostro Paese, non solo in un luogo unico, cioè lo Stato centrale, ma anche in una persona unica.

Quello del Referendum costituzionale è un quesito che viene posto in maniera molto invitante per i cittadini, ma il contenuto poi va esattamente nella direzione opposta. È la più grande manovra accentratrice mia fatta nel nostro Paese, non solo in un luogo unico, cioè lo Stato centrale, ma anche in una persona unica“. Lo ha detto il sottosegretario di Regione Lombardia ai Rapporti con il Consiglio regionale, Politiche per la Montagna, Macroregione alpina (Eusalp), Quattro motori per l’Europa e Programmazione negoziata Ugo Parolo, a margine della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in città.

PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA – “Questa Riforma – ha spiegato Parolo -, con la legge elettorale, che consente a un solo partito, che con il 30 per cento può avere il 60 per cento dei parlamentari, di nominare il presidente della Repubblica, della Corte costituzionale, gli organi di controllo di garanzia, evidentemente lede alla base la democrazia”.

COSTITUZIONE BIFRONTE – “Se passa questo Referendum – ha concluso il sottosegretario -, la nostra diventa una Costituzione bifronte: la Prima Parte, quella che contiene i principi, che sono quelli di garanzia, e che non sono stati toccati, viene smentita dall’organizzazione dello Stato”.

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