Primi dati in controtendenza da Brescia

Ci sono i primi dati in controtendenza da Brescia e provincia nell’emergenza coronavirus, che appaiono segnali di speranza. Crescono i numeri del contagio sia nel Bresciano che nel restod ella Lombardia e d’Italia, ma non fa altrettanto quello dei morti. E già questo è un primo indicatore positivo.

A Brescia città si è scesi dai 4 morti colpiti da coronavirus di giovedì ai 3 di venerdì, sino ai 2 di sabato. Numeri dietro ai quali si cela il dolore di intere famiglie che non possono neppure celebrare un funerale, e che spesso non hanno potuto essere a fianco dei loro cari nel momento dell’addio, visto l’isolamento imposto dal virus. Una contrazione d’altro canto si evidenzia in città anche sul fronte dei nuovi casi con un lieve rallentamento. Sono stati 39 i casi registrati tra venerdì e sabato, per un totale di 352 dall’inizio dell’emergenza. Situazione differente invece nel resto della provincia, dove si contano 1700 contagi totali e 191 morti, di cui 32 venerdì e 34 sabato. Gli infettivologi concordano nell’affermare che per per verificare l’efficacia delle rigide misure di contenimento del virus messe in atto a inizio settimana bisognerà attendere ancora almeno una settimana o 10 giorni. Nella serata di questa domenica 15 marzo sono 13.272 le persone infettate di cui 5.000 ricoverate (+ 602 rispetto a sabato); la crescita dell’epidemia è costante, fortunatamente non esponenziale e questo rafforza la determinazione della battaglia. Rimane alto il numero dei decessi: 1.218 (+ 252 rispetto a sabato). Ma tutti i dati vanno valutati nell’arco di almeno una settimana per avere una significatività statistica predittiva.

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