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Prime condanne per un totale di 24 anni per il caso Foppolo

Prime condanne nel  filone principale sull’inchiesta del crac di Brembo super Ski: Berera, Cattaneo, De Vuono, Piredda e Bertelli condannati complessivamente a oltre 24 anni, con richiesta di 9 milioni di risarcimento alle parti civili. Il processo continua per altri 7 imputati, mentre 5 hanno patteggiato.

Il Tribunale di Bergamo ha emesso ieri la sentenza, a termina del rito abbreviato, che riguarda il filone principale del caso Foppolo comminando dieci anni e sei mesi a Giuseppe Berera, ex sindaco di Foppolo, 8 anni a Santo Cattaneo, ex sindaco di Valleve, 3 anni all’ex impiegata comunale Luisa Piredda, 2 anni all’ex segretario comunale Saverio De Vuono e 10 mesi al consulente bresciano Mauro Bertelli. Berera doveva rispondere di 24 dei 44 capi di imputazione, Cattaneo era accusato di 9 capi. Tra le accuse ci sono la truffa nei confronti della Regione, appalti truccati per la gestione delle seggiovie, falso e concussione. Sono stati calcolati anche oltre 9 milioni di euro di risarcimenti alle parti civili. Con altri sei Berera, Cattaneo, Piredda e De Vuono rispondevano di associazione per delinquere “finalizzata a commettere un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione”, capo 1 dell’imputazione. Ma dall’associazione a delinquere i due ex sindaci, oltre a De Vuono e Piredda sono stati assolti perché il fatto non sussiste. A carico di Berera spicca la bancarotta fraudolenta della Brembo Super Ski, con un crac da 30 milioni e la distrazione di 698 mila euro spariti a Hong Kong (ma secondo la difesa si tratterebbe di un investimento tramutato in truffa ai danni dei sindaci); c’è anche la truffa alla Regione sui finanziamenti da 3,9 milioni; la turbativa d’asta per la gara d’appalto per il riposizionamento della telecabina Ronchi-Montebello, la concussione ambientale all’imprenditore Franco Quarti, costretto sotto ricatto a cedere gli impianti di San Simone e il resto del ramo d’azienda della San Simone Evolution alla Bss. Gestita. E poi le false delibere, alcune in concorso con la Piredda, gli abusi d’ufficio, alcuni dei quali riqualificati in peculato, la corruzione con la tangente austriaca da 75 mila euro sul conto di Montini. La difesa ha annunciato appello. Altri 5 dei 17 imputati a processo hanno patteggiato, in sette andranno a dibattimento.

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