Presunti diplomatici denunciati dai Carabinieri

Erano in auto in quattro e non hanno fornito alcuna giustificazione della necessità che li ha spinti ad uscire di casa e viaggiare in compagnia. Fermati dai carabinieri lo scorso 5 aprile a Monzambano (comune del Mantovano), hanno apertamente dichiarato che stavano andando sul lago di Garda, a Peschiera per la precisione, per fare la spesa e farsi un giro.

La serie di risposte e di spiegazioni fornite dal conducente del veicolo, pare già fermato altre volte, ai militari, lascia senza parole. I 4 hanno ripreso la scena con una videocamera e il video è stato pubblicato dal quotidiano ‘Il Dolomiti’ ed è diventato virale in rete. Alla domanda sul perché fossero in movimento, il conducente risponde: “Siamo diplomatici, stiamo andando a far spesa a Peschiera”. “ È tutto chiuso”, ribatte  il militare. “Allora stiamo andando a fare un passeggiata”, replica l’automobilista. Scatta la richiesta di compilazione dell’autocertificazione: “È prevista per le persone fisiche, quindi per i cittadini, e non per me che sono un soggetto di diritto internazionale, nonché un diplomatico. Lo sono anche i passeggeri ”, risponde l’uomo rifiutandosi di consegnare i documenti d’identità, che però mostra dal finestrino, per poi citare diversi articoli di legge.
Nessuno di loro indossa la mascherina e i militari lo fanno notare. Ma l’automobilista risponde: “Lo ritengo lesivo per la mia salute e non protegge da alcun virus”. “Bisogna portarli in caserma”, dice quel punto uno dei carabinieri. “Siete fuori”, risponde il conducente dell’auto. I militari chiedono ancora una volta dove stiano andando e rinnova l’invito a compilare l’autocertificazione. Ma arriva un altro rifiuto. A quel punto i carabinieri li invitano a tornare a casa, ricordando loro che hanno violato il Dpcm, e l’auto riparte. Ma i presunti diplomatici non l’hanno fatta franca: si sono visti recapitare, oltre alla sanzione amministrativa, una denuncia per resistenza – hanno ostacolato i controlli e non hanno fornito i documenti – e violazione della privacy dei militari per aver girato il video. A finire nei guai M.C. 43 anni, R.M. di 38 , L.D. 47 anni e A.R., di 55.“

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