cava cornalita

Pietre ornamentali, la revisione del Piano Cave

Un segmento importante per il tessuto produttivo bergamasco, quello delle pietre ornamentali, è oggetto di revisione da parte della Provincia di Bergamo. La proposta di revisione del Piano cave (approvato nel 2015 dal consiglio regionale con delibera n.X/848) rimarrà pubblicata all’albo per sessanta giorni previste per legge per raccogliere eventuali osservazioni da parte di soggetti pubblici e privati, prima dell’approvazione in consiglio provinciale e, in via definita, da Regione Lombardia.

Tale revisione è stata avviata dalla Provincia con il decreto del presidente numero 53 lo scorso mese di aprile, dopo aver recepito una specifica esigenza dell’importante comparto produttivo delle pietre ornamentali, con i seguenti obiettivi: l’opportunità di introdurre sul mercato nuovi prodotti, anche mediante valorizzazione e recupero di cave cessate di interesse; la necessità di correggere alcuni errori formali/incongruenze del piano; l’allargamento delle previsioni degli ambiti estrattivi fino a comprendere alcune aree tecniche funzionali alla migliore gestione delle attività da parte degli operatori.

Fin dall’inizio l’operato degli uffici provinciale ha inteso affrontare e cercare di risolvere le problematiche evidenziate dalle associazioni di categoria in rappresentanza del comparto, nel rispetto del territorio bergamasco e delle procedure di legge in materia. Nello specifico, si è reso necessario operare su un territorio – la montagna – e un comparto – le pietre ornamentali – che rappresentano per caratteristiche territoriali e volumi una parte peculiare del settore estrattivo. Anche con l’aiuto delle associazioni di categoria, sono state effettuate un’approfondita analisi e una selezione delle necessità sia di estrazione che operative delle cave presenti, limitando le richieste e casistiche alle realtà che necessitavano effettivamente di intervento.

“L’attività estrattiva ha dato storicamente e può dare ancora un contributo all’economia delle valli. Queste risorse offrono una notevole gamma di prodotti che spazia dal granito ai marmi arabescati, dalla pietra da decoro al marmo nero, dal ceppo alle beole, quasi sempre disponibili solo su questa porzione di montagna lombarda e in nessun‘altra parte d’Italia, prodotti di pregio che vengono esportati in tutte le parti del mondo” – dichiara il presidente Matteo Rossi-. “Nonostante la delicata fase di transizione che vive da qualche anno il settore edile, il comparto estrattivo ha dato segnali di buona tenuta e potrà, con un adeguato progetto di sviluppo commerciale legato anche a buone disponibilità di prodotto, garantire un adeguato ritorno economico e occupazionale al territorio.

Mi domando infine – conclude Rossi – se anche in Lombardia, così come in altre regioni, sia possibile immaginare una modifica legislativa che imponga che almeno parte della lavorazione venga fatta sul territorio. E’ una riflessione che lascio aperta per la prossima legislatura regionale”.


 

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