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Pesca ricreativa, affidare la gestione della pesca ai pescatori

La chiusura della pesca, per quanto riguarda le acque di tipo B (quelle che sono popolate principalmente da trote) è avvenuta la prima domenica di ottobre, quest’anno come non mai per i pescatori di tutta la Lombardia e anche per quelli Bresciani è tempo di bilanci e purtroppo la realtà non è felice.

Presso l’Agroittica di Calvisano azienda bresciana, leader nel settore della produzione di caviale, i vertici dell’U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani, realtà associativa che racchiude la quasi totalità delle associazioni di pescatori qualificate e non, della provincia di Brescia, ha presentato in una conferenza stampa le varie problematiche odierne e i progetti futuri, esistenti nell’ambito della pesca, che coinvolgono più di 60.000 pescatori solo nella provincia di Brescia e zone vicine.

Il difficile passaggio di competenze dalle Province alla Regione
Il passaggio delle competenze in materia di pesca dalla Provincia alla Regione, non è stato indolore per i pescatori, un riordino non facile per gli uffici regionali competenti, che ha creato anche se pur involontariamente, un vuoto istituzionale che si prolunga da più di un anno e che ha creato notevoli rallentamenti e problemi nella gestione pratica di organizzazione, ripopolamenti ittici, vigilanza e collaborazioni tra ente e associazioni. Un vuoto burocratico di competenze che ha portato inevitabilmente anche ad un aumento del bracconaggio e come testimoniano i tanti interventi portati a termine dagli organi di polizia provinciale e dalle guardie volontarie, all’accertamento di numerosi inquinamenti di fiumi, rogge e canali, che hanno contraddistinto in negativo la stagione estiva 2017.
La necessità di una vera svolta richiesta a gran voce da U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani
Il riscontro indiscutibile di tutte queste problematiche si è rivoltato inevitabilmente nei confronti delle migliaia di pescatori Bresciani e Lombardi creando notevoli disagi sia sotto l’aspetto gestionale che quello diretto, in particolar modo fatto grave, si è riscontrata la mancata programmazione di immissione riguardante la fauna ittica come avannotti e trote di piccole dimensioni, che negli anni passati con immissioni programmate offrivano il basilare mantenimento per molti torrenti e fiumi Bresciani. Oggi Regione Lombardia a quasi due anni dal passaggio delle competenze, ha aperto un bando per la fornitura di fauna ittica da immettere nelle acque della Regione, ma questo certo non basta viste le limitate quantità di fauna ittica inserite a bilancio, c’è bisogno di un vero cambio di passo per sopperire a queste mancate programmazioni.
Aumento smisurato delle centraline e sfruttamento selvaggio delle risorse idriche
Non da meno oltre agli inquinamenti, altro grosso problema che viene denunciato da U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani è lo smisurato aumento di centraline ormai che sorgono come funghi, su tanti torrenti e fiumi delle nostre valli, un indiscriminato impoverimento della risorsa idrica che reca danni gravissimi all’ittiofauna e che crea notevoli problematiche anche a livello paesaggistico con modifiche irreversibili di torrenti e fiumi. Una deroga sulla costruzione di nuove centraline sarebbe oltre che auspicabile da ritenersi obbligatoria per non andare a peggiorare ancor di più una situazione già di per se disastrosa.
La candidatura per la gestione della pesca da parte di U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani
Riguardo a tutte queste problematiche e al passaggio delle competenze in materia di pesca tra Provincia e Regione, ad inizio anno U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani, quale associazione qualificata e riconosciuta da Regione Lombardia si è proposta e candidata alla gestione della pesca. La presenza di migliaia di pescatori e società associate con U.P.BS. permetterebbe infatti di offrire un reale contributo gestionale in funzione delle varie problematiche ed esigenze territoriali, decisamente diverse per ogni valle, pianura o laghi; offrendo possibilità ai pescatori locali di operare tramite un coinvolgimento concreto e diretto.
Gli incubatoi di valle gestiti direttamente da U.P.BS.
A rafforzare la proposta e la candidatura, U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani, può vantare e mettere a disposizione per una corretta gestione e incremento della fauna ittica, oltre quattro incubatoi di valle gestiti direttamente dai propri associati, (Vezza d’Oglio – Valcamonica, Ponte Caffaro – Vallesabbia, Toscolano e Tremosine) con una produzione odierna di oltre 1.500.000 salmonidi di varie pezzature, con possibilità anche di incremento. Quantità di produzione che già oggi, offrirebbe di per se l’autonomia necessaria richiesta da Regione Lombardia per il programma di immissione di salmonidi nelle acque in eventuale concessione. Inoltre è stata presentata richiesta di partecipazione al bando per la gestione di altri due incubatoi: quello di Clusane e Desenzano del Garda destinati alla produzione e ripopolamento di fauna ittica lacustre. Non da meno la programmazione e il progetto per poter aprire quanto prima, altri due incubatoi ittici, uno in Valtrompia e un secondo da destinare all’incremento di fauna ittica per la pianura.
Gare di pesca, raduni e altre manifestazioni sportive
Pur dando precedenza alla valorizzazione, salvaguardia e immissione delle specie ittiche autoctone, l’interesse potrà essere rivolto non solo alla pesca ricreativa ma anche all’aspetto della pesca sportiva offrendo la possibilità alle società di pescatori che utilizzano specifici campi gara, di organizzare raduni, gare o manifestazioni sportive in questi tratti, senza aggravi economici per il loro utilizzo.
La Vigilanza
Quello della vigilanza sarà un aspetto indispensabile per poter dare un effettivo sviluppo alla progettazione gestionale, l’U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani, tramite le proprie Associazioni aderenti possiede e può garantire già un importante corpo di Guardie Volontarie, che potrà prevedere la possibilità di ampliamento tramite corsi specifici. Controlli che potranno garantire una sorveglianza capillare e continuativa.
Incentivo Turistico
In ultima analisi ma non meno importante, da una corretta gestione si potrà ottenere un aumento dell’incremento turistico, che potrà svilupparsi con azioni promozionali tese a invogliare il ritorno non solo dei pescatori già di per se appassionati, ma anche delle famiglie per poter vivere le bellezze di fiumi e laghi vivendo la natura, come del resto già avviene da molti anni in province vicine come Sondrio e il Trentino.

Le ultime importanti novità da Regione Lombardia
Cosciente delle difficoltà e delle necessità nel dare una risposta ai pescatori Lombardi, su questi importanti argomenti l’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianni Fava ha presentato alla rinnovata Consulta della Pesca a Palazzo Lombardia, la Bozza del nuovo regolamento regionale per la pesca, che nei prossimi giorni verrà presentata alla giunta regionale per l’iter di approvazione. Il nuovo regolamento sostituirà quello del 2003. Una revisione resasi necessaria anche alla luce della riforma delle province – ha dichiarato l’Assessore – Una volta approvato il nuovo regolamento e gli atti dirigenziali conseguenti decadranno anche le norme provinciali relative alla pesca e si concluderà, quindi, la competenza delle Province. Al fine di rendere omogenee le azioni a tutela dell’ittiofauna, la grande novità del regolamento è il superamento dei confini amministrativi e l’individuazione di bacini di pesca definiti dai corsi d’acqua principali. Ridisegnato il territorio e decaduti i regolamenti provinciali si potrà procedere secondo legge e ove ci fosse richiesta, ad una gestione in concessione di ampie porzioni di territorio con acque libere da diritti esclusivi ed usi civici secondo quanto previsto all’art 134 della LR 31/2008. Saranno richiesti naturalmente la definizione dei livelli minimi essenziali come la qualità ittiogenica e la vigilanza per ogni bacino. La dove un territorio non venisse assegnato è di tutta evidenza che provvederà direttamente l’amministrazione regionale alla competenza.
I Bacini di Pesca “sovraprovinciali” che interessano i pescatori bresciani e quelli delle province confinanti
La bozza della nuova carta dei bacini di pesca della Lombardia, prevederà l’istituzione di vari bacini, riassumendoli quelli che interessano i pescatori bresciani e quelli delle province confinanti sono:
– Bacino di Vallecamonica: comprendente l’asta del Fiume Oglio sino all’asse autostradale A4 e comprendente anche parte del territorio di Bergamo (Val Cavallina) e l’intero lago d’Iseo.
– Bacino Valli Trompia – Sabbia e Benaco: comprendente fiumi e torrenti della Valle Trompia, della Valle Sabbia e il lago di Garda (sponda Bresciana).
– Bacino Oglio: comprendente tutto il bacino dell’Oglio dall’incrocio con l’asse autostradale A4 fino alla confluenza nel fiume Po, i relativi affluenti ed il reticolo di bonifica interno al bacino di pesca medesimo. (comprendente parte del territorio cremonese e mantovano).
– Bacino Mincio: comprendente tutto il bacino del fiume Mincio dalla diga di Salionze a Nord fino alla confluenza nel fiume Po, i relativi affluenti ed il reticolo di bonifica interno al bacino di pesca medesimo.

La richiesta di gestione in concessione da parte di U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani,
Una volta approvato il nuovo regolamento e gli atti dirigenziali, e conseguente apertura di un bando, U.P.BS. Unione Pescatori Bresciani, quale associazione qualificata e riconosciuta da Regione Lombardia procederà secondo legge alla richiesta di gestione in concessione per i bacini d’interesse, auspicando collaborazione con gli Uffici regionali per pianificare una gestione della pesca ormai giunta ad una doverosa e indispensabile svolta.

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