Patologie della prostata

La prostata è una ghiandola presente solo nel sesso maschile, ha la grandezza di una castagna, è situata sotto la vescica e circonda l’uretra, la sua funzione principale è quella di produrre il succo prostatico, che è il principale costituente dello sperma e ha la funzione di mantenere in vita e veicolare gli spermatozoi. Le patologie della prostata si distinguono in: patologie infiammatorie e patologie tumorali. A loro volta le patologie tumorali comprendono l’iperplasia prostatica benigna (IPB) e il carcinoma della prostata. La prostatite è una patologia infiammatoria \ infettiva della prostata, solitamente da causa batterica, si manifesta con brividi e febbre, bruciore, la minzione diventa più frequente, soprattutto di notte. Fondamentale per la diagnosi l’esplorazione rettale, che consente di evidenziare una prostata ingrossata, a superficie liscia, di consistenza ridotta e dolente alla pressione. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici. I più efficaci sono i chinolonici. Dato poi che la ghiandola prostatica è raggiunta con difficoltà dagli antibiotici in circolo, è spesso necessaria una terapia antibiotica ad alto dosaggio e per periodi prolungati. L’iperplasia prostatica benigna (IPB) consiste in un aumento di volume della prostata, spesso dovuto all’invecchiamento. E’ una patologia molto frequente e quasi inevitabile con il passare degli anni. L’aumento di volume interessa la parte centrale della ghiandola, che è in diretto contatto con l’uretra. Ne derivano perciò una serie di sintomi urinari dovuti alla sua compressione. Il sintomo più evidente è il mitto ipovalido, cioè il getto urinario che esce con più difficoltà e con ridotta pressione. La minzione diviene perciò più prolungata. Altri sintomi sono la pollachiuria, ossia l’emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina e la nicturia, che consiste nella necessità di svegliarsi spesso di notte per urinare. Anche in questo caso per la diagnosi è fondamentale l’esplorazione rettale che consente di toccare una prostata di volume aumentato, a superficie liscia, di consistenza elastica e con un solco mediano ben evidente. La terapia si basa sulla somministrazione di farmaci inibitori della 5 alfa reduttasi (finasteride e dutasteride) che sono in grado di far diminuire il volume della prostata. Utile poi l’associazione con farmaci alfa litici che migliorano abbastanza rapidamente i sintomi urinari. Quando i farmaci non sono sufficienti, può essere necessario ricorrere ad un intervento. Il più efficace in questi casi è la TURP (Resezione Prostatica TransUretrale), che consiste nell’asportare solo quella porzione di prostata che ostacola il corretto flusso urinario, per via endoscopica attraverso l’uretra, senza quindi operare incisioni chirurgiche. La patologia più grave della prostata è il carcinoma. E’ un tumore maligno che non dà sintomi specifici per parecchio tempo, in quanto si sviluppa nella porzione periferica della ghiandola che non è in contatto con le vie urinarie. E’ perciò molto importante la diagnosi precoce. A tale scopo è utile un periodico dosaggio del PSA, una sostanza la cui concentrazione aumenta nel sangue in presenza di un tumore prostatico. Sono considerati normali i valori sotto i 4ng\ml. E’ però un esame poco specifico in quanto aumenta anche in altre condizioni, per esempio in caso di prostatite, oppure di traumatismi a livello prostatico (bicicletta, motocicletta, equitazione, esplorazione rettale, ecografia transrettale) iperplasia prostatica benigna. Si sono perciò introdotti 2 concetti per rendere più affidabile questo esame come marker tumorale: il PSA density e il PSA velocity. Il PSA density mette in relazione il valore del PSA, ottenuto con il prelievo, con il volume prostatico valutato con l’ecografia prostatica transrettale (maggiore è il volume della prostata maggiore è il valore del PSA). Il PSA velocity indica la velocità di aumento del marker. Effettuando 3 prelievi in un anno, a distanza di 4 mesi, se il PSA aumenta progressivamente determinando un raddoppio del valore in un anno, è probabile la presenza di un carcinoma prostatico, la cui diagnosi andrà quindi confermata o smentita tramite una biopsia prostatica.

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