DIA

Operazione “Fiore reciso” della DIA

La Direzione Investigativa Antimafia di Padova, coordinata dalla procura veneta e insieme ai carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza nella fase esecutiva, ha arrestato 16 persone in tutta Italia: tra loro anche un artigiano di 52 anni, residente a San Felice del Benaco.

All’operazione ha partecipato anche la Dia di Brescia, è l’operazione “Fiore Reciso” che ha individuato un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, autoriciclaggio, fatture false e traffico di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti, quanto guadagnato dal riciclaggio veniva speso in droga e armi. Tre degli arrestati erano già finiti in manette in un’operazione dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Tre fermati in Veneto avrebbero dato un aiuto logistico ai gruppi di ‘ndrangheta, permettendo loro di muoversi anche negli appalti pubblici e attività commerciali della zona. Nell’operazione sono stati sequestrati oltre 800 mila euro e altrettanti euro verso la filiale della Banca Popolare di Vicenza di Vigonza, in provincia di Padova. Tra gli arrestati, proprio anche l’ex direttore della sede che avrebbe aiutato un piccolo imprenditore calabrese legato alla ‘ndrangheta, a emettere fatture false e a muovere un centinaio di migliaia di euro nonostante avesse un reddito di soli 17 mila. Il bresciano coinvolto avrebbe preso istruzioni dal calabrese per realizzare le fatture false e muovendo bonifici verso le carte prepagate ricaricabili a lui intestate.

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