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Non ancora identificata la donna ripescata senza vita a Montisola

Non è ancora stata identificata la donna trovata senza vita nelle acque del lago d’Iseo davanti a Carzano di Montisola nella sera di sabato 18 gennaio: si sa solo che è di carnagione chiara, vestita con una maglia, un paio di pantaloni e con le scarpe e, oltre ad un orologio, allacciato al polso sinistro, con sé non aveva nient’altro.

Il corpo presentava comunque una vistosa ferita all’anca, che comunque potrebbe essersi prodotta anche post mortem, e i segni provocati dalla permanenza in acqua, durata diversi giorni. Per stabilire le cause del decesso sarà decisiva l’autopsia disposta dalla pm Claudia Passalacqua e che dovrebbe essere eseguita questo lunedì 20 gennaio all’Istituto di Medicina Legale dell’Ospedale Civile di Brescia che cercheranno di chiarire le dinamiche della morte. Intanto i Carabinieri di Chiari e Mrone stanno cercando di dare un nome alla donna: per ora le ricerche si stanno concentrando tra la provincia di Brescia e quella di Bergamo dove si stanno valutando diverse ipotesi: ma ancora nessuno si è fatto vivo per reclamare il corpo. Ad una prima ispezione esterna del cadavere, gli operatori accorsi a Montisola non hanno rintracciato segni che consentano di collegare il ritrovamento ad un delitto ma per avere la certezza che non si sia al cospetto di un omicidio occorrerà attendere le risposte fornite dall’autopsia. Ad accorgersi del corpo a pelo d’acqua era stato il proprietario di un’abitazione che si affaccia proprio sullo specchio di lago dal quale il cadavere è stato recuperato.

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