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Carabinieri fontanella

Nega tutto il giovane aggressore di Fontanella

Il 20enne della Sierra Leone, accusato di aver abusato di una mediatrice culturale di 26 anni all’interno della cascina Fenatica, il centro migranti di Fontanella in cui era ospitato, dal carcere di Bergamo nega ogni addebito.

Nel pomeriggio di venerdì 22 settembre il giovane, in Italia da circa un anno, è stato sottoposto all’interrogatorio di convalida da parte del giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino. Alla deposizione, in una stanza del penitenziario di via Gleno, erano presenti il suo avvocato Samanta Vignati e un traduttore per la lingua inglese. Nonostante le varie testimonianze, il giovane nega tutto: non è escluso che nei prossimi giorni possa essere sottoposto a una perizia psichiatrica, anche se da un esame effettuato il giorno 8 settembre al C.p.s. di Romano non presenterebbe particolari disturbi, se non una predisposizione a bere alcolici e uno scarso adattamento alla vita di gruppo. Al termine dell’interrogatorio, il gip Gaudino si è riservata la decisione: valuterà nelle prossime ore il possibile fermo del 20enne. La cascina Fenatica si trova nella campagna di Fontanella; la comunità è gestita da “Terra Promessa Società Cooperativa Sociale”, nella galassia della cooperativa Rinnovamento di Antegnate fondata da padre Antonio Zanotti, che si occupa di inserimento lavorativo per persone svantaggiate. Attualmente sono 31 gli ospiti della struttura, tutti di origine africana. Durante la giornata frequentano corsi di italiano e professionali, in attesa di poter avere il riconoscimento di rifugiato politico o il permesso di alloggio: anche se nella maggior parte dei casi dopo alcuni mesi vengono rispediti al proprio Paese. Nella struttura non si erano mai verificati casi di aggressioni, liti o altro. L’operatrice 26enne aggredita dal giovane ospite aveva cercato di nascondersi in un sottoscala della struttura, dove il ragazzo l’avrebbe raggiunta e, dopo averla ulteriormente percossa, quando era ormai priva di coscienza, ne avrebbe abusato sessualmente. Determinante l’intervento di altri due ospiti della struttura, due trentenni africani, che avrebbero messo in fuga il presunto aggressore, che si è anche lanciato da una finestra al primo piano, prima di essere fermato qualche minuto dopo, nella campagna fontanellese, dal maresciallo della stazione di Calcio, Andrea Murrone e dai carabinieri di Treviglio. La ragazza è stata soccorsa dai sanitari del 118 ed è stata ricoverata all’ospedale di Treviglio dove ha ricevuto la vista del prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi.

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