Nasce il gruppo di lavoro strategico Val Seriana e Val di Scalve

In un periodo così difficile e complesso per il territorio Orobico sia negli aspetti sociali sia in quelli economici, gli Enti affrontano il presente ma guardano anche al futuro, alla rinascita. E’ stato costituito nei mesi scorsi un gruppo di lavoro stimolato dalla Comunità Montana della Val Seriana coordinato dal Presidente Giampiero Calegari, che vede nella condivisione dei pensieri, ma soprattutto delle progettualità tra gli Enti e le Associazioni, una delle direzioni che possono contribuire a rilanciare le valli colpite pesantemente dal Covid in questo anno che si sta concludendo.

All’interno delle dinamiche affrontate e ancora in corso per superare l’emergenza, contenere i danni e i disagi, è indispensabile traguardare, guardare oltre l’ostacolo e gettare il cuore
e la voglia di dare una svolta territoriale che dalla difficoltà possa portare opportunità di rilancio e sviluppo. A questa chiamata hanno subito risposto positivamente: il Presidente della contigua Comunità Montana Valle di Scalve Pietro Orru (che ha delegato Il Vice Presidente Anselmo Agoni); Il Presidente del Parco delle Orobie Bergamasche Yvan Caccia, del GAL dei Laghi Bergamaschi e Val Seriana Alex Borlini, Maurizio Forchini di Promoserio, Dario Colossi Orobiestyle e Simone Bonetti Presidente di Viviardesio.

Un gruppo informale che in questi mesi ha iniziato ad incontrarsi, a condividere pensieri
e mettere sul tavolo idee, sondare ed incontrare figure professionali in grado di esprimere pensieri costruttivi e progettualità (esistenti o da pianificare) che possano definire un PIANO STRATEGICO DI INTERVENTI COMPRENSORIALI di tipo infrastrutturale, tecnologico, sociale ed economico e che, nella primavera del 2021, saranno sintetizzati in un documento programmatico coordinato da sottoporre alle istituzioni regionali e nazionali. Un passo importante, prima di tutto verso il superamento del più importante ostacolo al progresso che è la mancanza di dialogo. Poi un tavolo attorno al quale affrontare temi che non si possono risolvere in pochi mesi, esigenze, progettualità non singole e spezzettate ma coordinate, comprensoriali e di sistema, quindi le priorità.

Un filo conduttore che guidi il territorio fuori dalla crisi e ponga le basi per una Visione di più ampio respiro delle valli Orobiche . C’è grande entusiasmo pur nel momento delicato e ciò che sta maturando è la consapevolezza di essere sulla giusta strada e che le “cose da fare” sono evidenti, da approfondire, da progettare e da presentare per far si che il territorio Orobico,la Val Seriana e la Val di Scalve possano individuare percorsi e risorse che consentano di liberare energie, dare una svolta non tanto e non solo ai piccoli e comunque significativi interventi, ma, soprattutto si possa dare una concreta forma ai grandi progetti di sistema che parlano di mobilità, di infrastrutture tecnologiche e di spinta per le aziende e per il sociale.

I Driver del lavoro verteranno principalmente sulle QUATTRO I (INFRASTRUTTURE)

  • Infrastrutture per la mobilità veicolare. La viabilità automobilistica viene individuata come una delle principali criticità delle due Valli, che necessità di un ammodernamento e superamento della situazione di ingolfamento ad ogni ora del giorno e accentuata nei week end. Ridurre pertanto i tempi di percorrenza per lavoro, scuola e comparto risulta essere una strategia non più procastinabile e l’obiettivo del gruppo è pertanto quello di mettere in campo una progettualità attraverso uno studio di fattibilità che preveda il prolungamento dell’attuale superstrada da Albino sino al Ponte del Costone e il superamento della criticità in Comune di Ponte Nossa direzione Clusone.
  •  Infrastrutture per la mobilità su rotaia. Il gruppo di lavoro vede positivamente il progetto di sviluppo a Nord della TEB che contribuisca a ridurre i tempi di percorrenza verso la città di importanti e popolosi paesi della Valseriana. Nel contempo riuscire scaricare dal traffico verso la città e le aree industriali e i plessi scolastici. E’ evidente che si darà vita ad un dialogo costruttivo che possa valutare l ‘ulteriore potenziamento a nord dell’infrastruttura e del servizio dentro le dinamiche costi beneficio che possano considerare altresì moderne tecnologie meno costose e più efficienti per consentire un collegamento che metta in connessione l’aereoporto e i paesi turistici montani della valle.
  • Infrastrutture per la mobilità ciclopedonale per svago, scuola e lavoro. Un vero e proprio
    PIANO INFRASTRUTTURALE CICLOPEDONALE al servizio non solo dei turisti ma, soprattutto nel suo sviluppo nel fondovalle (e sbracci laterali verso i borghi di mezza costa) per un utilizzo scuola-lavoro in grado di scaricare una parte del traffico veicolare. Per questo sono necessarie infrastrutture che non si limitano ad evidenziare tratti di percorso ma infrastutture dedicate al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi. Oltre all’ammodernamento dell’esistente verranno previste (a titolo esemplificativo e non esaustivo): pensiline, illuminazione, videosorveglianza, segnaletica, colonnine di ricarica, logistica dei parcheggi intermodalità autobicicletta, bike bar e servizi di supporto come punti riparazione ecc ecc. A questo si aggiungerà una progettualità cicloturistica in chiave moderna con collegamenti intervallivi, recuperando vecchi tracciati, strade agrosilvopatorali e sentieri per un utilizzo turistico per le e-bike, trekking o cavallo. Un’infrastruttura in grado di accompagnare i turisti alla scoperta del territorio nelle direzioni Nord-Sud-Est-Ovest. Sarà questa l’occasione di promozione delle politiche di valorizzazione dei borghi, degli alpeggi, dell’ospitalità e della ricettività favorendo lo sviluppo di filiere agroalimentari e dell’allevamento km zero, che potranno far crescere iun’imprenditorialità rurale e locale moderna. Una vera e propria viabilità cilcopedonale di media quota, che fa della bellezza naturalistica dei nostri percorsi una proposta unica, nella sua veste di corridoio di collegamento tra Nord Europa e Pianura Padana (non di meno il collegamento aereoportuale). La ciclopedonalità in questa sua interpretazione potrà connotare il nostro territorio come destinazione turistica legata alla bicicletta.
  •  Infrastrutture digitali Digitalizzazione, smart working e ripopolamento della montagna.
    Slogan sempre più frequenti in molti dibattiti che il gruppo startegico intende affrontare con azioni concrete che possano portare nel breve periodo ad una mappatura completa ed altrettanto completa copertura del territorio montano con fibra di adeguata velocità,
    stimolando la scelta del nostro comprensorio come luogo dove decentrare la propria attività o abitazione rispetto alle caotiche e meno salubri città o aree industriali. La sfida al ripopolamento della montagna è appena iniziata e vincenti risulteranno essere i territori in grado di offrire mobilità e infrastrutture digitali moderne ed in grado di gestire il proprio business anche dalla montagna. La Valseriana e la Val di Scalve si candidano ad essere digital Valley. Saranno oggetto dell’attenzione in tema progettuale anche tematiche quali:
  • La nascita del Comitato Bergamasco per le Olimpiadi 2026: Negli Scorsi mesi è stato
    costituito il COMITATO BERGAMASCO OLIMPIADI 2026 allo scopo di cogliere le opportunità derivanti dall’importante evento sportivo che si stima coinvolgerà più di 10.000.000 di turisti in tutta l’arco alpino e che può rappresentare un’indubbia occasione per le vallate orobiche, sia in termini di luoghi nei quali effettuare attività sportive, sia di infrastrutture viabilistiche e ricettive al servizio degli atleti turisti.
  • Il turismo slow come driver del rilancio. Un progetto che possa sviluppare una strategia in chiave moderna per le orobie che dalla Pandemia da Covid 19 possono divenire oggetto di una rinascita in chiave moderna, che, dopo anni di crescita senza freni e con consumo del suolo, individua nel benessere e le attività “lente” il valore aggiunto, la carta in più per attrarre persone alla ricerca di un riequilibrio psico fisico all’interno delle proprie vacanze, per periodi brevi o prolungati. Un territorio che riscopre e propone la sua identità 2.0, fatta di ruralità, filiera agroalimentare e legata all’allevamento a km zero, ospitalità semplice ma eccellente e accoglienza, non semplice servizio. Su questo tema gli enti e le Associazioni dovranno spendersi nei prossimi anni per promuovere una strategia coordinata dentro ruoli e competenze, affinchè il nostro territorio possa nel più breve tempo possibile trasformarsi non più e non solo a macchia di leopardo ma in forma coordinata ed allargata quale destinazione turistica ambientale.
  • Supporto e sostegno alle attività economiche. Non solo turismo. Le nostre vallate possono essere considerate come le auto a trazione integrale nelle i quattro componenti
    contribuiscono equamente a mantenere in assetto il veicolo. Ecco oltre al turismo,
    l’industria/artigianato, Il Commercio/Servizi e l’agricoltura/allevamento rappresentano le quattro trazioni spesso in conflitto tra di loro per le diverse vocazioni ma in grado di
    sopperire l’una all’altra nei diversi momenti storici di debolezza. A chi è deputato alla
    pianificazione territoriale il compito di creare le condizioni affinché questi settori possano coesistere e convivere dentro principi di sostenibilità ambientale, con scelte sempre più fatte in una direzione di politiche green e legate alle logiche di economia circolare.
  • Riscoperta e valorizzazione dell’identità delle valli. l’identità di un territorio rappresenta
    non solo la cartina di tornasole di un popolo ma anche la leva su cui costruire un progetto di sviluppo e di ospitalità. Solo attraverso la riscoperta, la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni dei nostri territori potrà tramandare di generazione in generazione l’identità delle popolazioni di montagna inserendole in un contesto unico delle valli alpine. Per questi motivi il progetto prevederà l’identificazione e sostegno di iniziative legate alle tradizioni, percorsi storico culturali, produzioni tipiche ed enogastronomiche dentro le filiere a km zero. Linguaggi e codici che diverranno non solo oggetto di catalogazione bensì di valorizzazione e messa in rete per una proposta che possa essere spendibile anche dal punto di vista turistico.
  • Azioni di tutela ai presidi della montagna. E’ necessario che tutti gli stakeholders lavorino in modo sinergico per garantire i servizi e dei presidi nei territori decentrati come i nostri. Ok la digitalizzazione che possa eliminare le distanze ma nel contempo lavorare per garantire i servizi decentrati alla persona in chiave socio sanitaria, lavorativa e rispetto alla qualità della formazione così da poter consentire alle famiglie di scegliere la nostra terra come luogo nella quale fermarsi e far crescere i figli.
  • La ricerca di risorse. IL GRUPPO STRATEGICO sarà impegnato a formalizzare accordi e
    progetti che coinvolgano il territorio e le amministrazioni tutte affinché si possano attivare le relazioni e canali di finanziamento che possano consentire di realizzare quanto sinteticamente è stato pianificato sin dalle fasi progettuali.
  • Gli strumenti. AQRO ACCORDO QUADRO DELLE OROBIE, che possa stigmatizzare dentro la fase dopo COVID vissuta in prima linea dalle nostre vallate, un piano di interventi e di finanziamenti in grado di dare concretezza ai temi sopra indicati. PROTOCOLLI D’INTESA TRA ENTI. PARTECIPAZIONE A BANDI, PROGETTO AREE INTERNE. RISORSE PROPRIE.
  • Un lavoro di squadra. Come un corpo si regge se gli arti si muovono in modo sincronizzato cosi il territorio potrà godere dei benefici appena ricordati se tutte le forze in campo, soprattutto quelle deputate alla pianificazione territoriale, sapranno coordinarsi e combattere battaglie con l’unico obiettivo che è il bene del territorio stesso
    Il gruppo non è un gruppo chiuso: anzi invita le realtà istituzionali, economiche e sociali a farsi avanti per costituire la cabina di regia del cambiamento, verso il vero nuovo millennio dei bergamaschi.

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