Presanella 1

Morto anche il 13enne caduto sulla Presanella

Cesare Ziboni, 13 anni, non ce l’ha fatta: il ragazzo era caduto domenica 27 agosto poco prima della forcella Freshfield sulla Presanella. Era in comitiva con altre 8 persone, tra cui il padre, il fratello maggiore e la madre, deceduta nella grave caduta.

Cesare faceva parte della terza cordata, con la madre Raffaella Zanotti, il padre Giovanni e il fratello maggiore Andrea. Cesare è la terza vittima della terribile disgrazia, dopo la madre Raffaella Zanotti e l’amico di famiglia Luciano Bertagna. I medici dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove Cesare era ricoverato in condizioni disperate, dopo aver fatto il possibile per salvarlo, nel pomeriggio di lunedì 28 agosto hanno dovuto constarne la morte dopo che il suo cuore ha cessato di battere nel reparto di Terapia intensiva. Già nella mattinata, a 24 ore dall’incidente, appariva evidente che ormai per Cesare non c’era più nulla da fare e attorno alle 18.00 vi è stata la conferma del decesso del suo decesso. La notizia oltre che a Sale Marasino è stata anche data agli altri tre coinvolti nel drammatico volo sul ghiacciaio e ricoverati nello stesso ospedale trentino nel reparto di Traumatologia e ortopedia dove c’è Erica Turra, che era stata la prima a chiedere l’aiuto dei soccorsi domenica mattina. Al secondo piano con diverse fratture c’è Maurizio Zampatti, che era in cordata con Luciano Bertagna, mentre in Chirurgia pediatrica è ricoverato Luca Lottici, 14enne figlio di Erica Turra e di Manlio Lottici, sopravvissuto come tutta la sua famiglia ricoverata in ospedale a Bolzano. Il ghiacciaio Presanella era la meta che il gruppo di 9 amici aveva scelto all’ultimo perché inizialmente la destinazione della domenica da trascorrere in montagna era un’altra e al gruppo doveva anche aggregarsi la fidanzata dell’ex meccanico di Max Biaggi, Luciano Bertagna, che però aveva rinunciato all’escursione poche ore prima della partenza così come un altro amico delle due famiglie di Sale Marasino che aveva preferito andare in Alta Val di Scalve per assistere allo spettacolo teatrale sul disastro del Gleno. A quota 3200 metri coinvolto nella drammatica caduta stati proprio i componenti della famiglia Ziboni, mentre la seconda cordata è scivolata nel tentativo di aiutare i compagni in difficoltà. Raffaella Zanotti è stata recuperata ormai senza vita in fondo ad un crepaccio, poco più in alto il figlio 14enne mentre si era invece fermato a metà canalone Luciano Bertagna, precipitato sbattendo contro il ghiaccio e riportando la frattura delle vertebre cervicali. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’incidente, mentre i carabinieri di Vermiglio ascolteranno la ricostruzione fatta dai sopravvissuti per capire la sequenza che ha portato al tragico scivolone nel crepaccio, verificando anche l’attrezzatura dei 9 escursionisti. Sempre nella giornata di lunedì 28 agosto il figlio maggiore dei coniugi Ziboni, Andrea di 21 anni, è stato dimesso dall’ospedale di Cles dove era ricoverato e si è subito recato a Brescia per stare vicino al padre Giovanni, ricoverato in gravi condizioni al Civile.

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