Panorama dalla Torre del Gombito. Foto Daniele Boffelli

Luci nella notti dell’antica Bergomum

L’antica Bergomum è una città che ha ancora tanti segreti da svelare. Al calar del sole, nelle sere dal 2 al 5 maggio, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo accende LUMEN, un’esperienza da vivere nella notte, quando ad aprire le porte sono alcuni dei luoghi più antichi e misteriosi, ma difficilmente accessibili, che custodiscono la sua memoria. L’arte contemporanea fa battere di nuovo il cuore della città antica, tessendo storie di luci e di suoni che ci guidano sotto e sopra la pelle della città.

Nell’area di Piazza Vecchia, in cui è stato individuato il nucleo originario della città, l’installazione luminosa e sonora Skin innesca il cortocircuito tra la Bergamo di oggi e la storia di Bergomum, disegnando tra i vicoli di Città Alta un percorso lungo tre millenni alla scoperta delle nostre radici.

Skin è una lenta pulsazione organica rinchiusa in una trappola di rigorosa geometria, è un organismo composto da luce materica e suoni che scandiscono accensioni e spegnimenti in perfetta sincronia. Un’opera site specific ideata da Studio Antimateria e prodotta da MiDi Motori Digitali per proporre una nuova chiave interpretativa della cultura archeologica della nostra città e un nuovo punto di riferimento da cui partire alla scoperta dei luoghi fondanti della Bergomum che fu.
E nelle notti del 2 e 4 maggio, Skin sarà abitato direttamente dai suoi creatori in due speciali live perfomance.

Il percorso si irradia tutto intorno, tra otto tappe tutte raggiungibili a piedi in pochi minuti. Al visitatore non resta che andare a caccia degli elementi luminosi che lo guideranno lungo l’itinerario e ad ogni tappa una guida accompagnerà alla scoperta dell’area, narrando la storia e le caratteristiche che fanno di ogni spazio un tassello della storia di Bergamo: i quarant’anni di scavi nell’archeoracconto della Bergamo romana che si sviluppa nella mostra “Bergomum. Un colle che divenne città” al Palazzo della Ragione; la discesa, strato dopo strato, dalla città del Rinascimento all’epoca romana, nell’allestimento immersivo del Museo e Tesoro della Cattedrale; il viaggio dentro il foro romano nell’area archeologica del Palazzo del Podestà; la scalata delle torri di carta di San Michele all’Arco che svettano verso la “battaglia in cielo” affrescata sulla cupola da Carlo Innocenzo Carloni; lo spaccato millenario dal V secolo a.C. fino all’Ottocento nell’Area Archeologica di Vicolo Aquila Nera; 263 scalini per conquistare la cima della torre medievale del Gombito e godere di un panorama mozzafiato sulla città e sui colli; un viaggio nel tempo sulle tracce di Celti, Romani e Longobardi al Civico Museo Archeologico; un’avventura dentro le viscere delle mura veneziane scoprendo la Cannoniera di San Giovanni, gioiello del Patrimonio Unesco.

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