Lovere dà l’ultimo saluto a Don Gino Scalzi

 E’ morto all’età di 95 anni don Gino Angelico Scalzi, direttore emerito della Fondazione Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere che ha diretto per cinquant’anni.

Don Gino, uomo di profonda cultura classica e umanistica, musicale e artistica, per oltre 70 anni ha promosso concerti, mostre e conferenze, tutelando lo straordinario patrimonio artistico conservato alla Tadini, considerato il secondo museo bergamasco per importanza dopo la Carrara di Bergamo. Aveva ereditato dal padre Enrico, grande violoncellista di fama internazionale, la custodia del Palazzo Tadini, insieme all’amore per la musica e l’arte. Prima di essere ordinato sacerdote, nel 1946, dovette affrontare gli anni difficili del fascismo e della Seconda guerra mondiale quando fu protagonista, insieme a don Ettore Capitanio, sacerdote di Lovere e parroco a Bossico, di un episodio che nel tempo ha assunto i connotati di una vera e propria leggenda: per evitare che i quadri dell’Accademia venissero trafugati dai nazifascisti, una notte i due con cavalli e carretti e per non fare rumore coprirono gli zoccoli degli animali con degli stracci, misero al sicuro le opere d’arte nascondendole nei conventi di Lovere e anche nella parrocchiale di Bossico. Ultimamente la salute di Don Gino si era molto affievolita: da una settimana era ricoverato all’ospedale di Lovere e si è spento poco dopo le 12 di giovedì 15 dicembre. I funerali verranno celebrati sabato 17 dicembre alle 15,30 nella basilica di Santa Maria in Valvendradal vescovo di Brescia Luciano Monari.

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