Le non risposte dell’Europa ai produttori USA


«Come Assocarni da tempo, quando c’era ancora Obama presidente Usa, abbiamo chiesto all’Unione europea di trovare una soluzione che soddisfi gli Stati Uniti sul contingente sulla carne bovina di alta qualità definito come ristoro agli Usa dal tribunale Wto ma poi, essendo questo contingente a dazio zero non esclusivo per gli Usa, è stato più utilizzato per l’export nel mercato comunitario da Australia e Argentina, con listini low cost, piuttosto che dagli statunitensi». Lo ha detto all’ANSA il direttore di Assocarni Francois Tomei mentre il presidente Usa Trump minaccia super dazi al 100% su prodotti Ue a rotazione, incluse specialità agroalimentari.

Tomei, a nome dell’industria alimentare di settore ha espresso preoccupazione per questa minaccia legata anche alle trattative su Ttip arenate, ma precisare che «ad oggi l’interscambio Italia – Usa è sui salumi. Noi non possiamo esportare carne bovina negli Usa per motivi sanitari, – conclude – da tre anni stiamo lavorando per apertura mercato americano, ma al momento l’unico Paese Ue autorizzato è l’Irlanda».

Dal 2008 l’Unione europea continua a non accettare carne ormonata made in Usa, ha precisato il direttore di Assocarni Francois Tomei. Il problema della guerra commerciale riaccesasi oggi è che “di fatto i produttori di carne di alta qualità statunitensi non riescono a utilizzare il ‘contingente a dazi zero”, definito dal Tribunale Wto quando la Ue perse il contenzioso, perché hanno prezzi troppo alti rispetto ai listini di Argentina e Australia. All’epoca gli Usa accettarono con riserva la soluzione a dazi zero e ora i superdazi minacciati bloccherebbero l’export di tanti prodotti Ue, tra i quali l’acqua minerale, formaggi francesi, e la Vespa della Piaggio”.

«Tuttavia, come industria delle carni bovine italiane, conclude Tomei, al momento guardiamo con grande speranza all’accordo Ceta che entra in vigore il primo aprile. Da sabato comincia a funzionare l’interscambio col Canada, Paese che da’ ampie garanzie sulla sicurezza alimentare e soprattutto offre grandi opportunità di export all’agroalimentare italiano».


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