Le cefalee

Le cefalee si dividono innanzitutto in 2 classi principali: le cefalee secondarie e le cefalee primarie. Le cefalee secondarie sono quelle in cui il mal di testa è in realtà un sintomo provocato da altre patologie.

Molto diffusa è, per esempio la cefalea da artrosi cervicale, diffusa anche la cefalea ipertensiva, causata cioè da un elevato valore di pressione arteriosa in questi due casi il mal di testa si presenta come un senso di peso costante. Altre volte la cefalea secondaria può essere un campanello di allarme in quanto può essere la spia di una patologia più o meno grave a carico del cervello, per esempio può essere un segno di un aneurisma cerebrale, cioè di una dilatazione di una arteria cerebrale che può andare incontro ad una rottura con conseguenti gravi danni cerebrali. Frequente è anche la cefalea conseguente all’uso della pillola contraccettiva. Una cefalea può anche insorgere a causa di una patologia tumorale del cervello, però vorrei subito togliere spazio a falsi allarmismi in quanto, per esempio, nella mia ormai quasi trentennale esperienza professionale, di cefalee ne ho viste migliaia, mentre le patologie tumorali cerebrali viste in questo lungo lasso di tempo si possono contare sulle dita di una mano o poco più. Comunque  le cefalee più frequenti sono quelle primarie, nelle quali cioè il mal di testa è una patologia che non è provocata da altre cause.
Le cefalee primarie si dividono in 2 tipi principali: la cefalea muscolo tensiva e le emicranie.
La cefalea muscolo tensiva è la più frequente ed è dovuta ad una contrattura dei muscoli della testa e del collo. Il dolore viene descritto come un senso di compressione, come se la testa fosse stretta in una morsa, è diffuso a tutto il capo e non è pulsante e solitamente non si associa a nausea. La terapia di questa forma di cefalea si basa principalmente sull’uso di farmaci antiinfiammatori ed antidolorifici classici come l’ibuprofene (moment, brufen) il paracetamolo (tachipirina) o altri. Attenzione però perchè l’abuso di questi farmaci può portare ad una cronicizzazione del problema.
Nell’emicrania invece il mal di testa è monolaterale, pulsante, irradiato all’occhio e accompagnato da sintomi quali la nausea, fotofobia (accentuata sensibilità alla luce) fonofobia(accentuata sensibilità ai rumori), tanto che chi soffre di emicrania spesso, durante l’attacco, deve stare in una stanza completamente buia e silenziosa.
L’emicrania può essere o meno preceduta da un fenomeno chiamato aura. L’aura può essere visiva (percezione di fenomeni luminosi come lampi di luce) uditiva (percezione di rumori fastidiosi non realmente presenti) Olfattiva (falsa percezione di odori). Vi possono essere dei fattori scatenanti dell’emicrania come alcuni cibi: soprattutto alcool, cioccolato, formaggi stagionati. Altri fattori scatenanti possono essere lo stress, variazioni ormonali, frequente è l’emicrania in coincidenza col ciclo mestruale( emicrania catameniale), modifiche delle abitudini di vita, caratteristica è l’emicrania del week end.
La diagnosi delle cefalee e la diagnosi differenziale tra i vari tipi di cefalea è una diagnosi esclusivamente clinica in quanto non esistono esami strumentali che ci permettono di fare la diagnosi. Per quanto riguarda la terapia, di quella della cefalea muscolo tensiva abbiamo già detto in precedenza. Il cardine della terapia dell’emicrania sono invece i triptani. Sono farmaci vasocostrittori, dispensati dal SSN vendibili quindi solo su prescrizione medica, sono efficaci solo ed esclusivamente per le emicranie e non per altri tipi di cefalea. Funzionano meglio se assunti alla comparsa dei primi sintomi, ne esistono di 5 tipi che si differenziano sostanzialmente per la velocità e per la durata d’azione, sono molto efficaci e piuttosto costosi. Essendo vasocostrittori vanno evitati in pazienti che hanno problemi di cardiopatia ischemica (Angina o esiti di infarto).

Rubrica a cura del Dott. Luca Romani (Medico di Famiglia) Direttore sanitaro dei volontari di pronto soccorso S.Maria Assunta di Pisogne

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