L’Asst della Valcamonica cura il rientro a casa sicuro

Grazie ad una convenzione sottoscritta tra la Comunità Montana di Valle Camonica, il Consorzio Bim, l’ASST Valcamonica ed il Consorzio Servizi Valle Camonica è possibile dare una risposta ad una delle tante problematiche che questa situazione epidemiologica ha posto alla attenzione della gente.

I pazienti dimessi dai reparti Covid sono ancora positivi dal punto di vista virale, mentre la fase acuta dell’infezione è terminata ed impaziente è in via di guarigione. Si tratta di trasportarlo dall’ospedale a casa o in altra struttura protetta dove deve continuare la quarantena, le cure ed il costante controllo sanitario, che sul territorio avviene tramite il servizio USCA, Unità speciali di continuità assistenziale che affiancano i medici di medicina generale nel monitoraggio domiciliare dei pazienti Covid. Il modello operativo è partito inizialmente dalla provincia di Bergamo e si sta estendendo in tutta la Lombardia. In Vallecamonica il servizio non è ancora partito e pare che l’Ats della montagna cui spetta il compito, riesca ad attivarlo nella prossima settimana. Intanto sono già stati dimessi 131 pazienti che erano ricoverati a Esine e che ora sono seguiti dal programma di assistenza domiciliare fatto partire direttamente dall’Asst della Valcamonica che lo ha affidato a tre medici di base in pensione, Roberto Gheza, Salvatore Capello e Franco Belafatti, che hanno raccolto l’appello dell’Asst e che seguono telefonicamente i pazienti dimessi interfacciandosi con i loro medici curanti. In questo meccanismo gestionale complesso e delicato, la Comunità Montana con gli altri enti collegati ha affidato la gestione dei trasferimenti al Gicom di Valle Camonica, che a sua volta assegna il rientro ad uno degli organismi di soccorso presenti sul territorio: Camunia Soccorso, Croce Rossa, Arnica e Amici di Ponte Legno. Grazie alla loro professionalità il trasporto viene effettuato dall’ospedale al domicilio in assoluta sicurezza e professionalità. E’ chiaro che si tratta di un grosso sforzo da parte di tanti volontari che, nel momento dell’urgenza, stanno dando il massimo in termini di tempo, energie e professionalità, mentre la Comunità Montana sta di fatto assumendo un ruolo attivo di azione sul proprio territorio a supporto delle istanze dei Comuni e dei loro cittadini.

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