Lake Mountain Experience: esperienze ed emozioni al servizio di tutti

Marzo 2020, il lockdown e le chiamate infinite per far passare un tempo che non passa. Elena Minoia e Patrizia Gandini sono al telefono quando cominciano a parlare di un progetto legato al turismo esperienziale, in vista della riapertura. Non appena la quarantena finisce, si mettono all’opera: hanno fretta di vedere la loro idea prendere una forma concreta, e voglia di offrire qualcosa di diverso.

Nel giugno nasce a tutti gli effetti Lake Mountain Experience, un progetto con lo scopo di vendere non un prodotto, ma esperienze ed emozioni. Non ha una forma propria, muta in base alle persone che si avvicinano, alle idee che nascono. Sui canali social, è consultabile un catalogo che propone esperienze diverse, da quelle per i più piccoli ai percorsi di gusto, dalle motoslitte al paracadute. Protagonista indiscusso è il territorio della Valle Camonica e del Sebino, spingendosi fino alla Franciacorta.

«Crediamo sia importante creare una rete con le realtà territoriali, coinvolgendo anche le strutture alberghiere. Il nostro progetto diventa un valore aggiunto, nel quale il territorio può trovare una cassa di risonanza» commenta Patrizia. La risposta dei clienti è positiva, e giorno dopo giorno – misure anticovid permettendo – Lake Mountain Experience cresce e con lui crescono anche Elena e Patrizia, che vivono in prima persona le varie esperienze.

«Oltre al lato imprenditoriale, ne abbiamo anche uno sociale, – spiega Elena sorridendo – pensiamo a ciò che non solo attira le persone, ma che fa anche loro del bene. Prestiamo molta attenzione anche a tutte quelle cosse meno commerciali, ma che meritano di essere coltivate a poco a poco».

Sebbene il periodo per aprire un’attività legata al turismo non fosse il più propizio, Elena e Patrizia hanno energia da vendere e sono pronte a tornare in pista. Un turismo diverso, esperienziale, dinamico e partecipativo che vede il territorio un elemento attivo, tutto da esplorare, e non una cartolina da ammirare passivamente.

Maria Ducoli

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