La voce della memoria: Gianico si racconta

L’incessante scorrere del tempo merita di essere raccontato. Immortalato nero su bianca per non lasciar che gli anni lo sbiadiscano, rendendolo inconsistente e frammentario.

A Gianico la memoria di un singolo diventa della collettività con il progetto La voce della memoria, che negli ultimi anni si è fatto strada tra vicoli e cortili, arrivando a coinvolgere una buona fetta della popolazione più anziana.  Non si tratta solo di raccogliere racconti e sprazzi di vita vissuta, ma di un vero e proprio dialogo tra generazioni. I giovani si mettono all’ascolto dei più anziani che, una volta superata la reticenza iniziale, diventano dei veri e propri fiumi in piena. Aprono il solaio e il proprio cuore, mostrando fotografie ingiallite e ricordi, storie di una vita e di un paese che non ci sono più. Abitudini, tradizioni, aneddoti vengono raccolti – e accolti – per poi finire sulla carta, andando a costituire un libro.

Giovedì 5 agosto, presso la piazzetta Ghitti in via Cimavilla, si è tenuta la presentazione delle storie pubblicate nel 2020. La compagnia teatrale Il Piccolo si è occupata delle letture sceniche. La memoria di Luciana, Antonia, Anna, Lucia e Rocco è diventata così la memoria di un intero paese che non potrà non ha potuto non ritrovarsi nei racconti delle Funsciù passate, delle campane a martello che annunciavano una fine, poi trasformata in un nuovo inizio.

Il progetto, riconfermato anche per il 2021, vuole essere un modo per sottolineare ulteriormente l’importanza degli anziani all’interno della comunità che cresce, cambia e si trasforma, ma resta ancorata a valori e tradizioni. È impossibile non percepire una sorta di ideale dell’ostrica, la convinzione secondo cui è necessario restare legati alle tradizioni patriarcali, alla famiglia, e non uscire dal proprio piccolo fazzoletto di terra per salvarsi, per evitare che il mondo – quello che Verga definiva un pesce vorace – ci divori. Però, a differenza di quanto sosteneva l’autore siciliano, in questo caso il messaggio è diverso: vai, scopri quello che c’è di fuori, sfoglia il mondo intero come se fosse un album di fotografie, ma non dimenticare da dove vieni. Non dimenticare le strade in cui hai giocato e i muretti su cui ti sei seduto.

Ogni anno, il Comune con La voce della memoria presenta le storie delle persone più anziane del paese e, così facendo, dà voce alla memoria di un’intera comunità.

                                     Maria Ducoli

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