La Lombardia emana regole più severe

Palazzo Lombardia ha emanato una nuova ordinanza che, pur recependo gran parte delle novità del Dpcm di Conte, esclude il ritorno alla consueta attività per le rivendite di libri su tutto il territorio regionale.

Nel testo normativo firmato dal presidente Attilio Fontana, viene prevista l’apertura dei negozi per i più piccoli (intesi quelli che garantiscono abbigliamento in particolare) mentre viene espressamente esclusa quella di librerie e cartolerie come previsto dal decreto di Conte. Una doccia gelata per quanti sognavano di poter tornare, pur con tutte le accortezze del caso, tra gli scaffali di una rivendita di libri. In verità, considerati i dati di lettura del nostro Paese e il numero di esercizi, non proprio una folla. Libri e quaderni tuttavia potranno essere garantiti al commercio tramite gli esercizi già attualmente aperti, vale a dire sostanzialmente supermercati e ipermercati. Chiusi anche gli uffici professionali, le cui attività «devono essere svolte in modalità di lavoro agile, fatti salvi gli specifici adempimenti relativi ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza».

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