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La Loggia accusa l’Ispra di dati sui pm10 non veritieri

Dal report 2018 presentato dall’ Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sull’anno 2017 riguardo al superamento del limite di polveri sottili nell’aria (Pm10) è emerso come Brescia sia al primo posto tra le 120 città analizzate, ma la Loggia smentisce.

 

Dall’analisi il primato spetterebbe alla leonessa, con 87 giorni oltre il limite consentito, seguita da Torino e Lodi (69 giorni) e Viterbo. Lo stesso rapporto indicherebbe però anche una diminuzione delle stesse polvere sottili, con un calo del 19%.in dieci anni, dovuto ad una diminuzione del livello delle emissioni dei riscaldamenti delle abitazioni, dei trasporti e delle industrie. 

Nelle ore seguenti alla pubblicazione, che ha avuto una certa risonanza mediatica, è stato emesso dalla Loggia un comunicato in cui viene dichiarato che il dato non corrisponde alla realtà. Secondo il Comune di Brescia il dato si riferirebbe solamente alla centralina di Rezzato, senza tenere in considerazione le altre poste sul territorio bresciano. Inoltre, continua il comunicato “Dal Piano regionale Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia si evince molto chiaramente come Brescia non sia, e non sia mai stata dal 2002 al 2017, la città maglia nera in Lombardia e di conseguenza anche in Italia”. Ne è seguita la richiesta da parte del Comune di una rettifica, da parte di Ispra, della notizia, che getterebbe sotto una luce non veritiera e lesiva la città.

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