il Quasar Patrizia Bonardi nel Museo di Parre

“La linea del tempo” in omaggio a tutte le donne

Quattro donne con le loro diverse storie e personalità, omaggeranno l’universo femminile di oggi e di sempre con un’azione performativa a conclusione della mostra personale di Patrizia Bonardi, esposta al museo di Parre dal 25 novembre.
Pochi minuti in cui l’energia di queste donne e degli spettatori sarà convogliata in un’azione dal sapore rituale, in cui si renderà omaggio all’Essere Donna, creando una continuità ideale tra le donne di tutti i tempi: le femmine antiche, della preistoria, tanto diverse eppure per certi versi simili a quelle moderne dei giorni nostri, che intendono lasciare in questo 9 marzo 2019 un testimone alle donne che verranno. A Parre sabato pomeriggio si celebrerà il potere generatore dell’essere donna: fonte di vita in senso lato, di rinascita dalla violenza, di coraggio, di solidarietà.
La performance è ispirata all’opera “Quasar” di Patrizia Bonardi, esposta in Antiquarium dal 25 novembre 2018, non a caso Giornata contro la Violenza sulle Donne, e chiude la mostra in occasione della Giornata della Festa della Donna. Ultima opportunità quindi di vedere il “Quasar”, installazione contemporanea di cera d’api, bende e legno che dialoga con i pezzi antichi del museo. Il Quasar è un concetto astrofisico capace di inghiottire la luce dentro un buco nero: come la luce delle donne violate è stata inghiottita dai loro aguzzini. Questo Quasar, nell’immaginario dell’artista, funziona però al contrario, capace di restituire i segni di ciò di cui si è nutrito per millenni: non un oggetto di distruzione, ma di rinascita dalle ferite di tante donne, che vengono messe in connessione in un movimento vorticoso di secoli, dolore, riscatto e ritualità rigeneratrice, che darà un senso a tutte le loro sofferenze, che non sono state vane.
La performance darà quindi vita a nuove opere di Patrizia Bonardi che si metteranno in dialogo con i reperti e potranno essere visitate nei prossimi mesi, a simboleggiare un’eterna e inarrestabile ciclicità.
L’evento si inserisce all’interno della manifestazione “Nemmeno con un fiore” promossa dal circuito MusEO, dei Musei della Valseriana e Val di Scalve.

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