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La centrale idroelettrica di Cividate torna a produrre

La centrale idroelettrica di Cividate Camuno è ferma dallo scorso 29 ottobre 2018 quando, dopo la grossa piena di ritorno ventennale dovuta al maltempo abbattutosi sul Nord Italia, si è verificato il danneggiamento di un componente interno all’impianto.

Durante la piena i portelloni di sicurezza si sono chiusi, evitando il guasto dei meccanismi interni, ma nella settimana successiva si è riscontrato un funzionamento anomalo dell’impianto: la paratoia, che serve per creare la diga e di conseguenza alimentare le turbine, aveva un problema alla guaina. Il livello del fiume era tale da non permettere l’intervento in condizioni di sicurezza. Il 7 novembre la centrale è stata spenta e la produzione fermata, per evitare che il funzionamento creasse maggiori danni: di fatto quel giorno la centralina ha smesso di produrre fino al mese di gennaio, quando ha avuto inizio l’intervento di riparazione.

Ma facciamo un po’ di chiarezza, come funziona la centrale idro-elettrica? La barriera è divisa in tre paratoie in acciaio, che sono intervallate da alcune guaine impermeabili, necessarie per bloccare l’acqua che altrimenti fluirebbe tra le fessure della barriera. Le paratoie bloccano il fiume che, crescendo per un gioco di livelli, spinge l’acqua all’interno di un canale collegato all’impianto della centrale e alle turbine: quest’ultime, mosse dal flusso idrico, si attivano e producono energia elettrica.

La sistemazione prevede, su indicazione di un ingegnere specializzato, la sostituzione della guaina originaria con una più spessa e lo spurgo dei detriti accumulatisi nell’impianto: la zona di intervento, nella parte più bassa del letto del fiume, ha reso il lavoro dei tecnici più difficoltoso e complicato, rendendo necessaria la deviazione del flusso d’acqua, per mettere in asciutto la zona oggetto della riparazione.

“Il Comune ha attivato un’assicurazione all risk che prevede sia il pagamento del danno che la copertura della mancata produzione. Come risulta dal sopralluogo fatto in asciutta non c’è né un difetto di gestione né di fabbricazione ma il guasto è dovuto al fenomeno metereologico: è stata trovata una quantità enorme di detriti ai piedi della centrale che sbattendo contro la paratoia, hanno bloccato alcuni meccanismi e strappato la guaina.” Commenta Cirillo Ballardini, sindaco di Cividate Camuno. Si calcola che la centrale ricominci a produrre tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, mentre state leggendo queste righe.

L’incidente di percorso è stato compensato dall’ottima produzione dei mesi precedenti “la centrale ha iniziato il primo anno di produzione a gennaio 2018 e pur avendo lavorato solo 10 mesi, di cui i primi due necessari per alcune prove di caratura che hanno troncato la produzione, dal primo marzo al 31 ottobre ha portato ricavi per circa 214mila euro, che coprono interamente il costo annuo di 198mila euro, comprensivo della rata del mutuo, costi accessori di smaltimento rifiuti, assicurazione e maxi-canone” Specifica Ballardini.

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