bronchite cronica

La bronchite cronica

La bronchite cronica o BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva) è una patologia caratterizzata da ostacolo al flusso aereo non reversibile o scarsamente reversibile provocato da fenomeni infiammatori cronici ed eccessiva produzione di muco.

Purtroppo è una patologia la cui diffusione è in continuo aumento e rappresenta la terza causa di morte dopo le patologie cardiovascolari e tumorali. Le cause principali sono l’inalazione di sostanze nocive, come gli inquinanti ambientali e professionali, ma soprattutto il fumo di sigaretta. I sintomi principali sono: la dispnea (difficoltà respiratoria) persistente ed evolutiva, cioè che peggiora nel tempo, la tosse cronica, l’eccessiva produzione di catarro. La diagnosi di bronchite cronica e la sua distinzione dall’asma si pone con un esame semplice e non invasivo chiamato spirometria. Per questo esame viene utilizzato lo spirometro, uno strumento di non grandi dimensioni, che può essere anche trasportabile, che permette di misurare il modo effettivo e la rapidità con cui i polmoni possono essere svuotati. La spirometria viene eseguita preferibilmente a paziente seduto, si inizia con una inspirazione massima, si chiudono poi i denti e le labbra intorno ad un boccaglio monouso di cartone e successivamente si espira rapidamente e con forza fino a che i polmoni siano completamente svuotati. La terapia della bronchite cronica si basa sulla somministrazione di farmaci broncodilatatori e antinfiammatori direttamente nelle vie aeree tramite dispositivi spray, o polveri inalatorie, che vanno somministrati quotidianamente e costantemente una o due volte al giorno, a seconda della durata d’azione del farmaco. Nel bronchitico cronico vanno poi riconosciute rapidamente le riacutizzazioni, provocate solitamente da batteri che, se non curate prontamente ed efficacemente, causano un peggioramento della funzionalità respiratoria già compromessa. I sintomi che si associano ad una riacutizzazione sono: un’accentuazione della tosse, la comparsa della febbre, un’aumentata produzione di catarro che diventa più scuro. Le riacutizzazioni vanno prontamente curate con antibiotici. Quindi il bronchitico cronico in presenza dei sintomi sopra elencati deve recarsi al più presto dal proprio medico curante. Quando poi la bronchite cronica è particolarmente avanzata, compare un’insufficienza respiratoria che consiste in una insufficiente ossigenazione del sangue, è necessaria allora una ossigenoterapia che va protratta per almeno 18 ore al giorno. Ma la terapia e la prevenzione più importante è senza dubbio la cessazione dell’abitudine al fumo. Il fumo di sigaretta contiene molte sostanze nocive, la nicotina è la responsabile dell’assuefazione, è dannosa in quanto è un vasocostrittore ed eccitante, ma senza dubbio non è la più dannosa. Il danno maggiore lo possono creare invece gli idrocarburi policiclici che aumentano enormemente il rischio di tumori dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente e di molte altre patologie tumorali, oltre che cardiovascolari, perchè non dimentichiamoci che il fumo di sigaretta è anche un forte fattore di rischio per l’infarto miocardico ed il principale responsabile delle patologie delle arterie. E’ stato calcolato che nel mondo il fumo di sigaretta provoca 3,5 milioni di decessi all’anno, un morto ogni 9 secondi. In Italia provoca circa 90.000 morti all’anno. A questo vanno aggiunti i costi esorbitanti che il servizio sanitario deve affrontare per curare tutte le patologie provocate dal fumo.
Esistono molti modi per aiutare alla disassuefazione dal fumo: cerotti e gomme da masticare a base di nicotina, farmaci come il Champix (vareniclina), la sigaretta elettronica. Ora mi rivolgo ai più giovani e alle più giovani dicendo che smettere di fumare è piuttosto difficile, è molto più facile non iniziare, basta dire NO GRAZIE a chi vi offre la prima sigaretta. Sarebbe uno dei NO più importanti e benefici della vostra vita!

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