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L’anestesia

Per anestesia si intende abolizione parziale o totale di qualsiasi tipo di sensibilità (tattile e dolorifica) di tutto o di parte dell’organismo.
Esistono 3 tipi principali di anestesia: generale, locale ed epidurale.
L’anestesia generale o totale può essere considerata come una forma di coma farmacologico che permette di essere sottoposti ad un intervento chirurgico senza percepire alcun dolore e senza avere alcun ricordo al risveglio.
L’anestesia generale si ottiene tramite somministrazione per via endovenosa o inalatoria di farmaci che devono indurre 3 effetti : perdita della coscienza e amnesia, analgesia, rilassamento muscolare. Prima dell’anestesia viene fatto inalare al paziente, tramite una mascherina, ossigeno puro al fine di favorire una ottimale ossigenazione polmonare prima delle manovre di intubazione, in cui il tubo per respirare viene inserito attraverso la bocca per arrivare in trachea (“intubazione oro-tracheale”). Questa procedura è necessaria perchè il rilassamento muscolare colpisce anche i muscoli respiratori e quindi la respirazione è resa possibile tramite il collegamento ad un respiratore automatico.
La morte a causa dell’anestesia generale è molto rara e si stima che sia pari a circa 1 su 150.000 pazienti (0.0007%). Gli effetti collaterali transitori più frequenti sono: la nausea ed il vomito che regrediscono nell’arco di 24 ore, il mal di gola provocato dal tubo inserito in gola a supporto della respirazione, confusione e perdita di memoria, difficoltà ad urinare.
Quella che viene chiamata anestesia epidurale o spinale è un tipo di anestesia locale.
Grazie a questa tecnica, è possibile annullare la sensazione dolorosa a livello della parte inferiore del busto e degli arti inferiori, senza addormentare il paziente. Per questo motivo, in campo ostetrico, viene talora utilizzata per praticare il cosiddetto” parto indolore”, in caso di travaglio doloroso, complicato e/o prolungato ,in caso di parto cesareo o parto gemellare.
L’anestesia epidurale si esegue iniettando dei farmaci anestetici all’interno dello spazio epidurale, una zona di alcuni millimetri di spessore (tra i 3 e i 6) all’interno della colonna vertebrale che corre per tutta la sua lunghezza.
Per il parto indolore l’ accesso è compreso tra la terza e la quarta vertebra lombare. Tuttavia se l’anestesia deve riguardare altre zone del corpo, l’accesso sarà in una zona diversa: ogni zona dello spazio epidurale anestetizzato addormenta di riflesso una diversa parte del corpo.
L’anestesia epidurale è molto praticata anche in campo ortopedico. L’effetto anestetico raggiunge il massimo dopo circa 30 minuti dall’infusione. L’analgesia e l’intorpidimento svaniscono nell’arco di circa 3 ore dalla fine del’intervento. Questo tipo di anestesia è preferibile, quando possibile da praticare, alla anestesia generale nei pazienti a rischio cardiovascolare e respiratorio, in quanto non necessita di respirazione artificiale. E’ controindicata in caso di problemi di coagulazione o di gravi problemi alla colonna vertebrale.
L’anestesia locale è utilizzata per piccoli interventi di superficie che non richiedono una anestesia generale o regionale e consiste nell’iniettare in una zona del corpo, oggetto del trattamento chirurgico, un anestetico locale a varia concentrazione, che blocca transitoriamente la sensibilità dolorifica di quella zona. Questo tipo di anestesia è riservato per piccoli interventi di superficie come l’asportazione di lesioni cutanee.

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