Accademia di architettura di Mendrisio. Atelier di disegno

L’Accademia di architettura di Mendrisio studia Bergamo e le sue trasformazioni urbane


Bergamo diventa caso studio all’Accademia di Mendrisio, diretta da Mario Botta, una delle scuole d’architettura più prestigiose d’Europa. Il primo semestre 2017/2018 prevede infatti approfondimenti e confronti sui temi urbani più significativi della città di Bergamo, promossi all’interno di corsi di laurea tenuti da importanti architetti/docenti provenienti da tutta Europa ed anticipato da un ciclo di conferenze sui i temi su cui gli studenti si cimenteranno con progetti da presentare nel secondo semestre 2018. 

“Sono felice – ha commentato l’Assessore alla riqualificazione urbana del Comune di Bergamo Francesco Valesini – che l’Accademia abbia deciso di dedicare parte della propria didattica a Bergamo, in un momento in cui la città vive una stagione particolarmente intensa sotto il profilo urbanistico ed architettonico e i concorsi internazionali promossi in questi ultimi anni lo stanno a dimostrare. Nei prossimi due anni dovremo anche metter mano alla revisione del Documento di Piano, lo strumento che definisce le linee strategiche sulle più importanti aree in trasformazione. Il coinvolgimento di un’Accademia così prestigiosa può costituire anche in questo senso un primo importante momento di riflessione su quanto ci si appresta a fare, fornendo spunti sicuramente interessanti per immaginare il futuro della nostra città” 

Tra novembre 2017 e febbraio 2018 l’Accademia ha previsto un ciclo di conferenze su Bergamo per meglio contestualizzare gli argomenti oggetto di studi e progettazione. Dopo Fulvio Irace con “Architettura e territorio tra Ottocento e Novecento”, Attilio Pizzigoni con “Storia, arte e architettura della città di Bergamo”, ieri è stato il turno di Francesco Valesini con “Bergamo. Città, politica e società”. La prossima settimana ad intervenire sarà il prof. Fulvio Adobati con “Geografia e trasformazioni ambientali del territorio di Bergamo”, per chiudere poi con Antonio Calafati “Bergamo. Economia e società”. Nell’estate del nuovo anno sarà allestita anche una mostra per presentare i risultati di questo intenso lavoro.  

Sono ben 12 siti e luoghi della città su cui l’Accademia e i suoi studenti concentreranno l’attenzione: temi che sono già, in alcuni casi, oggetto di progetti e accordi avviati dall’Amministrazione Comunale ma che riguardano anche ambiti non ancora oggetto di approfondimento progettuale da parte del Comune. Si va da Porta Sud con la riqualificazione dello scalo ferroviario alla rifunzionalizzazione della ex area Reggiani, con il recupero dell’area industriale dismessa e la ricucitura con il quartiere di Redona, dalla riqualificazione di Via Autostrada a quella di Via Carducci, dall’implementazione di un nuovo sistema museale per Bergamo Alta alle suggestioni su ipotetiche nuove stazioni della funicolare e della risalita pedonale alla Città Alta, dal restauro e il recupero delle ex Carceri Sant’Agata e del Convento del Carmine alla ricucitura dell’area di Via Suardi attraverso la riqualificazione delle sue due caserme, dall’ampliamento dell’area della Biblioteca Tiraboschi alla riqualificazione del quartiere Santa Caterina attraverso i progetti di riuso del Palazzetto dello sport in GAMeC, dei percorsi di attraversamento dei parchi urbani introno alla Caserma Montelungo trasformata in studentato, infine dal recupero funzionale dell’attuale GAMeC al ridisegno urbano e la realizzazione di un parcheggio sotterraneo tra Largo Belotti e Largo Gavazzeni inserito in un ridisegno più generale dell’intero sistema piacentiniano oggetto, proprio in questi mesi, di un concorso internazionale. 

“Risulta quindi evidente perché l’Accademia abbia scelto Bergamo: – prosegue Valesini – le tantissime possibilità progettuali che pongo sempre al centro rilevanti interessi pubblici, ci consegnano infatti un quadro ricchissimo ed estremamente stimolante per delle finalità didattiche e accademiche come quelle promosse dalla Scuola di Mendrisio. La nostra città sta di fatto ripensando in questo modo se stessa, alla ricercare non solo di nuove identità ma anche di un punto di equilibrio virtuoso tra il suo futuro ed il suo ricchissimo passato.”

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