Incredibilmente fragili e perennemente resilienti: la salute mentale nella pandemia

Abbiamo imparato a stare attentissimi a qualsiasi campanello d’allarme che potrebbe suggerire una positività da Covid-19. Al primo colpo di tosse si dissemina il panico in ufficio. La prima forchettata un po’insipida fa strabuzzare gli occhi. Assenza dei sapori.

Sanità martoriata. Economia collassata. Ma l’emergenza sta avendo ripercussioni notevoli anche a livello della salute mentale. Studi recenti evidenziano che durante il lockdown sono aumentati i livelli di ansia, depressione e sintomi legati allo stress, soprattutto nei soggetti di sesso femminile. Inoltre, la durata dell’esposizione al lockdown ha rappresentato un fattore predittivo significativo del rischio di presentare peggiori sintomi ansioso-depressivi. L’impatto è stato diseguale: gli studi mostrano come nel 2020 ci siano divari molto più ampi a livello di età e genere. Le neuropsichiatrie infantili di tutt’Italia hanno visto un aumento esponenziale dei ricoveri. C’è chi non mangia, chi si taglia, chi non vuole uscire di casa, chi si lava le mani mille volte al giorno, ossessivamente. I vari lockdown sono stati una dura prova per tutti, e spesso i più piccoli diventano delle valvole di sfogo e assorbono le paure costanti di chi li ha cresciuti.

Agli anziani non va meglio. Il virus ha decimato un’intera generazione, chi si è ammalato ha  avuto paura, spesso è morto in solitudine e chi ha avuto la fortuna  di non  prendere il Covid è stato spettatore di una decimazione. Privati dei loro affetti, di quelle piccole abitudini che non volevano dire niente ma volevano dire tutto, gli anziani sono stati messi al sicuro nelle loro case. Porte chiuse a doppia mandata. I nipoti dall’altra parte dello schermo.

Le donne sono state spesso poste davanti ad una decisione anacronistica: famiglia o lavoro. E con i bambini a casa da scuola c’è poco da scegliere. Diventate all’occorrenza insegnanti e care giver, è stata chiesta loro una prova di incredibile resilienza. Ma se tiri troppo, la corda si spezza. Inoltre, i disturbi alimentari – una malattia prevalentemente femminile – sono aumentati in modo esponenziale.

Ci appare l’immagine di un’Italia che soffre, da nord a sud, dai giovani agli anziani. Questa pandemia ci ha fatto scoprire che siamo incredibilmente fragili e incessantemente resilienti.

                                       Maria Ducoli

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